Canepina – (sil.co.) – Lascia due cani pitbull ringhiosi legati in uno degli stretti vicoli del centro storico di Canepina, una coppia che non riesce a passare chiama i soccorsi e finisce a processo per abbandono di animali.
Canepina – Immagine di repertorio
Presunte vittime, oltre ai cani, marito e moglie romani, venuti nella Tuscia per trascorrere qualche giorno di relax nella casa delle vacanze adiacente all’abitazione dell’imputato, che avrebbe avuto l’abitudine di lasciare vagare i cani lungo la stretta stradina, ritenendola una sorta di pertinenza della propria dimora.
Era il primo pomeriggio di un giorno di febbraio del 2023. “I due cani, che erano legati uno di qua e uno di là nel vicolo, quando ci hanno visto hanno cominciato a ringhiare, impedendoci di passare. Il padrone non era in casa e nessuno sapeva dove fosse, per cui abbiamo cercato il sindaco, che ha mandato i vigili, i quali hanno chiamato i carabinieri, che li hanno portati via. Ci sarò voluta almeno un’ora e il vicino, quando è rientrato, se l’è pure presa con noi perché non ha trovato i cani”, hanno detto le persone offese al processo che si è concluso mercoledì davanti al giudice Jacopo Rocchi, sottolineando come i cani fossero “in condizioni indicibili”.
“Avevano il guinzaglio talmente corto che potevano stare solo in piedi, una ciotola con del pane secco e c’erano escrementi dappertutto”, hanno spiegato. La coppia, che la sera stessa avrebbe trovato un proiettile davanti al portone, in seguito all’episodio ha venduto casa, rinunciando ai weekend nel verde dei Cimini.
L’accusa ha chiesto tre mesi di arresto per abbandono di animali. La difesa ha insistito allontanamento temporaneo, chiedendo l’assoluzione dell’imputato, accordata dal giudice Rocchi con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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