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Viterbo - Mirko Giuggiolini, presidente del TusciaPride a palazzo dei Priori per presentare il programma del 6 giugno

“127 le aggressioni omotransfobiche nel 2026: noi rispondiamo scegliendo “la cura” come tema”

di Nicole Tarantello
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Viterbo – “127 le aggressioni omotransfobiche nel 2026: noi rispondiamo scegliendo “la cura”, come tema”. Mirko Giuggiolini, presidente del TusciaPride questo pomeriggio nella sala consiliare di palazzo dei Priori, per presentate le iniziative previste per il prossimo TusciaPride. Sabato 6 giugno è la data scelta per la manifestazione.

Viterbo - Mirko Giuggiolini presidente del TusciaPride

Viterbo – Mirko Giuggiolini presidente del TusciaPride


Il vice sindaco e assessore alla capitale europea della cultura Alfonso Antoniozzi ha fatto notare quanto questa occasione sia utile per non sentirsi soli: “Il TusciaPride ci fa vedere una comunità più estesa che ridimensiona i problemi. Apre una finestra su una società possibile, perché in quella di oggi avvengono cose crudeli, per cui un essere umano è spesso costretto a nascondersi”.

La partenza del corteo è programmata per le 15,30 in via delle Fortezze. Il percorso è ancora in fase di elaborazione ma è stabilito che terminerà a piazza Dante Alighieri, dove dalle 19 avrà luogo la Queer night, con un dj set technoqueer che animerà la piazza fino a tarda notte.

Mirko Giuggiolini ha riportato dei dati spaventosamente rilevanti, che raccontano la violenza che ancora oggi le minoranze sono costrette a subire. “Violenza, odio, esclusione e intolleranza è ciò che ci viene restituito dalle statistiche sulla nostra società. Ci sono oltre 30 guerre in atto nel mondo oggi e numerose violazioni di diritti umani. In Italia, la prima causa di morte degli adolescenti dopo gli incidenti stradali, sono i suicidi. Questo avviene in particolare tra gli adolescenti trans”.

Viterbo - Alfonso Antoniozzi vice sindaco e assessore alla capitale europea della cultura

Viterbo – Alfonso Antoniozzi vice sindaco e assessore alla capitale europea della cultura


“Ma ci sono anche episodi – ha continuato Giuggiolini – che non vengono denunciati, violenze che non vengono raccontate: adolescenti cacciati di casa, micro aggressioni, discriminazioni, terapie di conversione. L’omosessualità è ancora un reato in 62 paesi del mondo. L’Italia è al 36esimo posto su 50 per la tutela di persone gay e trans. Il 58% delle persone nasconde il proprio orientamento sessuale per paura di ritorsioni o emarginazione. La nostra è una società violenta e la libera soggettività ne risente”.

Il presidente del TusciaPride ha concluso affermando che “il cambiamento spetta a noi, che vogliamo rispondere a tutta questa violenza con la cura. Dobbiamo prenderci cura delle persone, della loro sensibilità e di ogni dimensione della nostra esistenza”.

È il terzo anno che viene celebrato il TusciaPride, ma la sindaca Chiara Frontini non ha ancora preso parte al tradizionale corteo che sfila tra le vie del centro storico. “Siamo con orgoglio in questa sala – ha aggiunto poi il presidente -, consapevoli che non è scontato che un’amministrazione comunale metta il proprio volto nel pride. Ma ci auguriamo che la sindaca partecipi al corteo di quest’anno, indossando la fascia tricolore per offrire e rappresentare l’appoggio delle istituzioni”.

L’accessibilità all’evento sarà facilitata grazie alla distribuzione di acqua, tappi per le orecchie e ai volontari, che indosseranno una fascia viola sul braccio e assisteranno coloro che hanno una mobilità ridotta.

Viterbo - Mirko Giuggiolini e Alfonso Antoniozzi

Viterbo – Mirko Giuggiolini e Alfonso Antoniozzi


13 le proposte politiche di quest’anno che durante il TusciaPride saranno esposte dagli organizzatori, allo scopo di migliorare la condizione di queer e trans sul territorio: sportelli antidiscriminazione nei comuni, adesione degli enti locali alla Rete italiana delle regioni, province autonome ed enti locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Inoltre propongono una formazione sulle tematiche queer e trans per i funzionari comunali e dell’anagrafe in particolare, per tutto il personale Asl e per la psicologa delle scuole e dell’università. Sostegno da parte delle istituzioni pubbliche alla creazione di luoghi di aggregazione per la comunità queer, consultori pubblici, accessibili e realmente funzionali con personale qualificato, un servizio pubblico integrato erogato dalla Asl per il percorso di affermazione di genere, con psicologi ed endocrinologi.

Istituire un servizio chirurgico pubblico per l’affermazione di genere, un regolamento alias nelle scuole, linee guida da parte dell’ufficio scolastico regionale su come approcciare alle tematiche queer e trans, panchine Rainbow, Legge regionale anti-discriminazione, campagne informative e di sensibilizzazione e infine, un tavolo di dialogo permanente tra l’associazionismo queer e gli enti locali.

Numerosissime le organizzazioni che hanno aderito al pride: Percorso, Rete degli studenti medi, Cgil, Arci, Arcigay e molte altre. Mentre il patrocinio è stato offerto dall’Unitus, dal comune di Viterbo e da tantissimi altri comuni della Tuscia. Elenchi che si prospettano in aumento nei prossimi giorni.

Nicole Tarantello


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29 maggio, 2026

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