Viterbo – 2 giugno 1946 – 2 giugno 2026, 80 anni di Repubblica italiana. Di seguito gli interventi in occasione della feste nazionale da parte di mondo politico e istituzioni.
Tricolore
Frontini: “La Repubblica è responsabilità quotidiana: nelle istituzioni, nelle comunità e nei gesti di ciascuno”
Sindaco di Viterbo
Panunzi: “80 anni fa una scelta di coraggio, responsabilità e speranza che ha cambiato il destino del nostro paese”
Il 2 giugno 1946 gli italiani compirono una scelta di coraggio, responsabilità e speranza che avrebbe cambiato per sempre il destino del nostro paese. A ottant’anni da quella storica giornata, celebriamo la nascita della Repubblica italiana e i valori di libertà, democrazia e partecipazione che ne costituiscono ancora oggi il fondamento.
Furono quasi 25 milioni i cittadini che si recarono alle urne, con un’affluenza straordinaria dell’89,08 per cento. Un dato che testimonia la straordinaria volontà di partecipazione di un popolo che usciva dalle ferite della guerra, dalla dittatura e dalla privazione delle libertà fondamentali. Quel referendum rappresentò anche una svolta storica per i diritti civili e politici del nostro paese. Per la prima volta, infatti, le donne parteciparono a una votazione politica nazionale. Circa 13 milioni di elettrici contribuirono con il loro voto a costruire il futuro dell’Italia, affermando un principio di uguaglianza e cittadinanza che ancora oggi rappresenta una delle conquiste più significative della nostra democrazia.
Con 12.718.641 voti, la Repubblica prevalse sulla Monarchia e si aprì una nuova stagione della storia italiana. Una scelta che non fu soltanto istituzionale, ma profondamente politica e morale, perché indicò la volontà di costruire un Paese più giusto, libero e democratico. Ricordare quell’appuntamento significa rendere omaggio a chi ebbe il coraggio di guardare avanti in uno dei momenti più difficili della nostra storia. Significa anche assumersi la responsabilità di custodire e difendere ogni giorno i valori che da quella scelta sono nati.
Enrico Panunzi
In un tempo caratterizzato da profonde trasformazioni e nuove sfide, il messaggio del 2 giugno 1946 conserva una straordinaria attualità: il futuro si costruisce insieme, attraverso la partecipazione e la responsabilità di ciascuno. In questo senso, appare particolarmente significativo il referendum consultivo del 22 e 23 marzo scorsi, che ha visto una larga partecipazione dei cittadini chiamati a esprimersi su una scelta importante per il proprio territorio. C’è da augurarsi che questo principio, che costituisce uno dei pilastri della convivenza politica e sociale, non venga meno nel confronto sulle future proposte di riforma del sistema elettorale. Le regole del gioco si scrivono con il contributo di tutti e, se possibile, attraverso un confronto ampio e approfondito tra le forze politiche e istituzionali. Le regole del gioco si scrivono insieme.
Il contrario rischierebbe di alterare le condizioni di partenza della competizione democratica e di alimentare una continua rincorsa alle modifiche delle norme elettorali in base agli equilibri politici del momento. Una prospettiva che finirebbe per indebolire la stabilità delle istituzioni e la capacità dei governi di affrontare con efficacia le sfide del paese.
Credo che, nel nome dei valori della Repubblica e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione, questa non sia una strada perseguibile.
Enrico Panunzi
Vicepresidente del consiglio regionale del Lazio
Battistoni: “Oggi celebriamo la nostra comunità, e lo facciamo consapevoli della sua grandezza”
80 anni dalla nascita della Repubblica. La giornata odierna segna il senso pieno di un’appartenenza, un percorso di cui ognuno di noi ha compiuto e compie un pezzo di strada. La Repubblica italiana, in questi otto decenni, ha saputo superare momenti di fragilità e tragedie che a volte, pensiamo gli anni del terrorismo politico o delle stragi della criminalità organizzata, hanno rischiato di metterne in discussione il fondamento.
Ma ogni volta, la solidità delle istituzioni ha prevalso. E oggi in questo valore dobbiamo rispecchiarci, riconoscendo l’importanza di tutti coloro che ogni giorno lo rafforzano e lo sviluppano: le forze dell’ordine e le forze armate, gli operatori sanitari, il mondo della scuola e quello della solidarietà. E poi i sindaci e gli amministratori locali, presidio della rappresentanza che consente di tenere unita la coesione sociale. Oggi celebriamo la nostra comunità, e lo facciamo consapevoli della sua grandezza.
Francesco Battistoni
Deputato di Forza Italia e Segretario di Presidenza della Camera
Benedetti e Mazzoli: “Gli 80 anni della Repubblica chiamano all’impegno per la democrazia”
Il 2 giugno 1946 il voto del popolo italiano segnò, dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di liberazione, una svolta nella storia ponendo le basi per costruire, sulle fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà.
Oggi, il 2 giugno 2026, celebriamo la Repubblica che nacque da una forte spinta popolare e democratica.
Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative e per le consultazioni del 2 giugno, convocate per scegliere la forma di Stato, Monarchia o Repubblica. Si trattò di una svolta necessaria e indispensabile che esprimeva la volontà di riscatto dell’intera società italiana che poté, così, liberare tutte le sue energie in una condizione di parità per ciascuno e per tutti nell’accesso alle decisioni che riguardavano il futuro e il destino del paese.
La dignità delle persone, la loro libertà sono le condizioni fondamentali alla base della edificazione dell’Italia repubblicana e democratica. E’ questo patto che ricordiamo il 2 giugno. E il sacrificio di centinaia di migliaia di donne e uomini che misero in gioco la loro stessa vita affinché vincessero la pace, l’unità del popolo italiano, la cittadinanza effettiva per concorrere al bene comune.
L’indebolimento della democrazia che viviamo oggi ci spinge a riflettere e a reagire proprio per tenere fede ai principi sanciti nella nostra Costituzione. In particolare dove dice, all’art. 3, “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Questo è il compito al quale sentiamo di dover rispondere, insieme all’urgenza di ribadire, in ogni circostanza, il bisogno assoluto di pace.
Da troppo tempo ormai la guerra è tornata dentro le nostre vite. Viene combattuta prevalentemente con i droni e con l’intelligenza artificiale ma colpisce pesantemente le popolazioni civili. È così in Ucraina, a Gaza, in Iran e ora in Libano. Il caos globale è evidente. Ma proprio perché “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” serve un cambio di prospettiva per rilanciare la scelta di condividere sovranità con altri popoli, in condizioni di parità, per dar vita a un ordinamento che possa assicurare convivenza pacifica ed eguaglianza fra gli stati. Serve la ripresa di una forte iniziativa diplomatica e serve l’Europa. Per perseguire la pace sempre. Soprattutto quando sembra che tutto spinga irreversibilmente verso la guerra.
Manuela Benedetti
Segretaria Provinciale PD
Alessandro Mazzoli
Presidente Provinciale PD
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