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Sport - Calcio - Eccellenza - A tu per tu con Moreno Porta, presidente del club cimino proiettato alla prossima stagione

“La Sorianese appartiene a chi la vive, a chi la sostiene e a chi vuole aiutarla a crescere”

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Soriano nel Cimino –  Dopo la definizione del nuovo assetto societario, la nomina di Severino Capretti come direttore sportivo e la conferma del tecnico Christian Chirilietti il presidente dell’ASD Sorianese Moreno Porta interviene per fare il punto sul percorso avviato dal club rossoblù. Un passaggio importante, che arriva dopo settimane intense, segnate dalle dimissioni di aprile, dal lavoro per ricostruire una nuova base dirigenziale e dalla volontà di dare continuità al progetto sportivo e sociale della società rossoblù.

Moreno Porta - Presidente dell'asd Sorianese

Moreno Porta – Presidente dell’asd Sorianese


Presidente Porta, prima di parlare del nuovo direttivo, c’è un passaggio che considera necessario: il ringraziamento a chi ha fatto parte del percorso precedente…
“Sì, credo sia doveroso e corretto partire da lì. Prima ancora di parlare delle nuove nomine, voglio ringraziare il Direttivo uscente. Se oggi la Sorianese è arrivata ad essere ciò che è, lo dobbiamo anche a persone che sono sempre state disponibili, sempre vicine alla società, nel bello ma soprattutto nei momenti più difficili. Sono stati soci preziosi: hanno creduto in me, nelle mie idee e nei progetti che abbiamo portato avanti insieme, contribuendo in modo concreto alla loro realizzazione. Mi hanno sempre dato fiducia e mi hanno sempre rispettato. Voglio ringraziare Francesco Filippi, Cristian Porta, Romolo Nisini, Dante Filippi, Alessandro Clarioni e Mario Poggetti. A loro va il mio ringraziamento personale e quello, ne sono certo, di tutta la comunità rossoblù”.

Ora si apre una nuova fase societaria. Che idea si è fatto del nuovo direttivo?
“Sono fiducioso. Il nuovo Direttivo nasce con la volontà di proseguire il lavoro avviato, mantenendo passione, rispetto e senso di responsabilità verso l’impegno preso con la Sorianese e con il paese. Massimiliano Panfili, nel ruolo di vicepresidente, rappresenta un riferimento importante: è una persona che vive la società con grande partecipazione ed è da tempo uno dei punti fermi del nostro ambiente. Michael Del Moro, come consigliere, porta presenza, personalità ed equilibrio. C’è poi il valore aggiunto rappresentato da Maurizio e Massimiliano Casadidio, due figure che fin dal primo incontro mi hanno trasmesso trasparenza, fiducia e serietà. Sono persone che rispecchiano bene l’identità che vogliamo mantenere: una società umile, familiare, legata al territorio, ma allo stesso tempo organizzata e consapevole del percorso che vuole costruire.Massimiliano Casadidio, in particolare, avrà un compito delicato nel ruolo di tesoriere. Dovrà lavorare sugli equilibri economici della società, tenere sotto controllo i conti e contribuire a dare sostenibilità e stabilità al progetto Sorianese. È un incarico meno visibile rispetto ad altri, ma fondamentale: senza una gestione attenta e responsabile delle risorse, nessun progetto sportivo può avere continuità reale”.

In questo nuovo assetto, un ruolo centrale è quello di Maurizio Casadidio come direttore generale.
“Assolutamente sì. Maurizio Casadidio ha un incarico molto importante. È una persona preparata, attenta alle direttive della società, equilibrata e corretta nei rapporti. Confido molto nel suo operato, perché il ruolo di direttore generale richiede capacità organizzativa, lucidità e presenza quotidiana. In una società come la nostra non basta avere entusiasmo: servono metodo, ordine interno e persone in grado di trasformare le idee in lavoro concreto. Da questo punto di vista sono convinto che Maurizio possa dare un contributo significativo”.

 La scelta del direttore sportivo è ricaduta su Severino Capretti. Che cosa vi ha convinto?
“Prima ancora dell’aspetto tecnico e professionale, voglio sottolineare il lato umano. Severino Capretti mi ha dato subito la sensazione di una persona seria, abituata al lavoro e consapevole degli impegni che prende. Questo, per me, conta moltissimo. Sul piano tecnico c’è poco da aggiungere: il suo curriculum parla da solo. Ha maturato esperienze importanti, ha lavorato in contesti competitivi e arriva alla Sorianese con competenza, conoscenza del calcio e capacità di costruzione. La sua nomina rappresenta una scelta fondamentale per il nuovo progetto sportivo. Vogliamo aprire una fase in cui la crescita del settore giovanile sia davvero centrale, non solo nelle parole. Con Capretti e con le altre figure di fiducia della società vogliamo gettare basi solide, lavorando sui giovani, sulla formazione tecnica, atletica e psicofisica. La Sorianese deve continuare ad essere una prima squadra competitiva, ma anche una società capace di costruire il proprio futuro partendo dal vivaio”.

Ad aprile erano arrivate le dimissioni da presidente. Che cosa l’ha portato a tornare sui tuoi passi?
“Dopo le dimissioni ho ricevuto tante richieste, tanti attestati di stima e soprattutto ho percepito una cosa: Soriano ha ancora fame di Sorianese. Ho ritrovato un paese legato ai colori rossoblù, desideroso di continuità, di presenza, di identità. Per questo ho scelto di rimettermi in gioco. Non è stata una decisione superficiale. Ho riflettuto, ho ascoltato, ho valutato le condizioni ed ho capito che c’erano le basi per ripartire con un assetto nuovo, con persone motivate e con una visione condivisa. La Sorianese non è soltanto una squadra di calcio, ma un riferimento sportivo e sociale per il territorio. Tornare significa assumersi ancora una responsabilità nei confronti di questi colori e di una comunità che li sente propri”.

Quanto sarà importante, in questa ripartenza, il sostegno del territorio? 
“Sarà decisivo. Confido nel supporto dell’amministrazione comunale e di quegli imprenditori locali che hanno a cuore la Sorianese. Una società sportiva vive di programmazione, ma anche di relazioni, partecipazione e vicinanza. Il calcio dilettantistico oggi richiede organizzazione, risorse, competenze e collaborazione. Nessuno può pensare di fare tutto da solo. Per questo il nuovo corso dovrà essere aperto, serio e inclusivo, capace di coinvolgere chi vuole contribuire in modo concreto alla crescita del club”.

 Il suo messaggio finale ai tifosi, ai cittadini e a chi vuole avvicinarsi alla società?
“Il Celso Perugini è aperto a tutti coloro che vogliono collaborare e crescere insieme alla Sorianese. Lo si può fare in tanti modi: con un ruolo operativo, con un sostegno esterno, con una presenza costante, con idee, tempo o competenze. Quello che conta è avere voglia di esserci. La Sorianese appartiene a chi la vive, a chi la sostiene e a chi vuole aiutarla a crescere. Noi ripartiamo da qui: dai colori rossoblù, dal settore giovanile, dal senso di appartenenza e dalla volontà di costruire qualcosa che rappresenti davvero Soriano”.


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4 giugno, 2026

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