Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Accolgo con favore l’iniziativa presentata in consiglio comunale affinché l’amministrazione valuti l’esercizio del diritto di prelazione sull’unità immobiliare confinante con il palazzetto di Santo Spirito, sede del nostro Archivio storico comunale.
Si tratta di una questione che conosco bene e che ha rappresentato uno degli obiettivi perseguiti durante la mia amministrazione. Già allora avevamo avviato le necessarie valutazioni e le procedure preliminari finalizzate all’acquisizione dell’immobile, nella consapevolezza della sua importanza strategica per il futuro dell’archivio storico e dell’intero complesso monumentale del Santo Spirito.
Tarquinia – L’Archivio storico comunale
L’archivio storico di Tarquinia non rappresenta soltanto un luogo di conservazione documentale, ma costituisce uno dei più importanti patrimoni archivistici d’Italia. Al suo interno sono custoditi documenti, pergamene, registri e testimonianze che raccontano secoli di storia della nostra città, del territorio e delle istituzioni che ne hanno segnato l’evoluzione.
Un patrimonio di tale valore necessita di spazi adeguati non soltanto per la conservazione, ma anche per il riordino, lo studio, la digitalizzazione e soprattutto per la fruizione pubblica. La cultura non può essere rinchiusa in depositi insufficienti o in locali non adeguati; deve essere resa accessibile ai cittadini, agli studiosi, agli studenti e a tutti coloro che desiderano conoscere e approfondire la storia della nostra comunità.
L’acquisizione dell’immobile oggi disponibile consentirebbe di ampliare gli spazi destinati all’archivio storico, realizzando finalmente quel percorso di valorizzazione che da anni viene indicato come necessario da amministratori, tecnici e operatori culturali. Si tratterebbe inoltre di completare e salvaguardare un complesso storico di straordinario pregio architettonico e culturale, evitando frammentazioni che rischierebbero di comprometterne la funzionalità e la valorizzazione futura.
Tarquinia – Alessandro Giulivi
Proprio per questo motivo ritengo che la decisione che l’amministrazione comunale sarà chiamata ad assumere non debba essere valutata come una semplice operazione immobiliare, ma come una scelta strategica per il futuro della città. Quando si parla di beni culturali e di patrimonio storico non si ragiona nell’arco di una legislatura, ma nell’interesse delle generazioni future.Una volta che l’immobile dovesse essere definitivamente ceduto a privati, infatti, questa opportunità potrebbe non ripresentarsi più. Sarebbe una perdita difficile da recuperare e che rischierebbe di compromettere definitivamente un progetto coltivato per anni dalla città.
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