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Viterbo – Abaco e Noncelabeviamo dal prefetto - Chiesto un confronto con regione Lazio, Ato, Talete, sindaci e Asl

“Ora servono fatti, il diritto all’acqua potabile non è negoziabile”

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Viterbo - Il palazzo della prefettura

Viterbo – Il palazzo della prefettura

Viterbo – Acqua non potabile, ordinanze che si ripetono e cittadini costretti a pagare bollette senza avere un servizio pienamente garantito. Abaco Lazio e il comitato Noncelabeviamo hanno incontrato ieri pomeriggio il prefetto di Viterbo per portare in prefettura il caso della crisi idrica nella Tuscia.

“Si è tenuto ieri pomeriggio, presso la prefettura di Viterbo, un confronto dei rappresentanti dell’associazione Abaco Lazio e del comitato Noncelabeviamo con il prefetto di Viterbo, dedicato al perdurante stato di crisi del servizio idrico nella provincia”, spiegano associazione e comitato.

Durante l’incontro sono state illustrate le criticità che riguardano il territorio. “Abbiamo documentato puntualmente le criticità del territorio – affermano Abaco e Noncelabeviamo –, portando all’attenzione della massima autorità locale le gravi ricadute sulla salute pubblica e le persistenti inadempienze contrattuali del gestore”.

Il confronto ha riguardato anche le possibili iniziative legali. Ma la richiesta principale è l’apertura di un tavolo con tutti i soggetti competenti. “Per la serietà del problema abbiamo richiesto un tavolo con tutte le istituzioni competenti in merito: dai vertici dell’Ato, al gestore Talete spa, ai sindaci, alla Asl”, sottolineano.

Associazione e comitato denunciano anche la mancanza di informazioni chiare alla popolazione “sullo stato delle acque e sulle misure che saranno intraprese per risolvere questo grave problema che interessa la nostra provincia”.

Il tema resta quello della potabilità e della continuità del servizio. “Anche oggi è uscita l’ennesima ordinanza di non potabilità dell’acqua che interessa il comune di Viterbo – dichiarano –, senza dimenticare che diversi comuni della provincia da anni non dispongono di acqua potabile”.

Abaco e Noncelabeviamo contestano anche il peso economico sulle famiglie. “Nonostante questa situazione i cittadini sono costretti a pagare bollette esose senza poter disporre del servizio. Tutto questo è inaccettabile”.

La preoccupazione cresce con l’avvicinarsi dell’estate. “Stiamo andando incontro alla stagione estiva e non vorremmo ripetere l’esperienza delle scorse stagioni, quando per giorni siamo rimasti senza acqua”, aggiungono.

Secondo quanto riferito da Abaco e Noncelabeviamo, il prefetto “nell’esprimere attenzione verso la problematica, si è impegnato a tentare di favorire un momento di confronto tra le parti”. Allo stesso tempo, avrebbe richiamato il ruolo dei sindaci, “primi garanti della salute dei cittadini nei propri territori”.

Per associazione e comitato, l’incontro rappresenta un primo passaggio, ma non basta. “Sebbene l’ascolto istituzionale sia un segnale apprezzabile – affermano –, la gravità della situazione ci impone di proseguire senza sconti per nessuno e con la risolutezza necessaria”.

Le iniziative annunciate andranno in due direzioni. La prima riguarda la Regione Lazio, alla quale sarà chiesta l’apertura di un confronto per arrivare a soluzioni strutturali e per accertare le responsabilità che avrebbero impedito finora una gestione adeguata del servizio.

La seconda riguarda i sindaci. Abaco e Noncelabeviamo annunciano “un confronto serrato con le amministrazioni comunali” per capire quali azioni intendano mettere in campo.

“Non è più il tempo delle ordinanze senza risolvere i problemi – dichiarano -. Ogni sindaco deve chiarire, nell’esercizio delle proprie funzioni, come intenda tutelare il diritto alla salute dei propri concittadini rispetto alle inadempienze che denunciamo e dove intenda posizionarsi in questa vicenda”.

La conclusione è un appello ai cittadini. “La nostra azione non si ferma qui. Non intendiamo limitarci alle parole, ora servono fatti per arrivare a una risoluzione definitiva delle criticità idriche. Invitiamo i cittadini a restare partecipi, il diritto all’acqua potabile non è negoziabile”.


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5 giugno, 2026

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