Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La propaganda d’odio scatenata sui social in occasione del TusciaPride dimostra che più che mai a Viterbo c’è bisogno di un Pride. I commenti minacciosi, meschini e fuori luogo sono il preciso marcatore sociale di questa città, attraversata da correnti oscurantiste reazionarie che denotano una latenza di filofascismo.
Viterbo – Il TusciaPride 2026
Molti comuni hanno dato il patrocinio, ma questo non è ancora sufficiente alla cura della nostra provincia. Occorre una partecipazione entusiasta delle istituzioni che non devono tirasi indietro davanti a una tale manifestazione di pace e civiltà.
Come conferma Lorenzo Abate, presidente di Arcigay, le associazioni lgbt a Viterbo sono state lasciate da sole in balia di minacce e intimidazioni di ogni sorta.
Si può dire che lo stesso TusciaPride è stato mollato sul più bello da chi doveva dargli man forte, in balia di correnti d’odio, lasciate fermentare nell’ignoranza, con preciso disegno controrivoluzionario, da alcune consorterie politiche.
Viterbo – Il TusciaPride 2026
Il Pride a Viterbo ha portato alla luce un popolo lgbt che tiene alte le sue battaglie sociali, che è orgoglioso di esistere e che crede nella non violenza, nell’integrazione e nella cultura, quella vera.
Non ci arrenderemo nel nostro percorso di pace e giustizia finche tutte le minoranze non avranno tutela e riconoscimento dei diritti ,in una città comunque in mutamento, malgrado alcuni, verso il progresso.
Emanuel Alison Flamini
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