Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “C’è un paradosso sanitario e sociale che ogni giorno coinvolge migliaia di persone nell’alto Lazio: l’ospedale Belcolle, ex Santa Rosa, la struttura più grande e importante dell’intera provincia di Viterbo, che serve un bacino di oltre 330000 abitanti, non è raggiungibile con il trasporto pubblico extraurbano. Non esiste, infatti, una fermata Cotral nelle immediate vicinanze del nosocomio.
A lanciare l’allarme è Fabio Troncarelli, presidente del Comitato Amici del Sant’Anna di Ronciglione, che attraverso questo appello pubblico ne chiede l’immediata soluzione. Appello rivolto soprattutto al presidente Cotral (gestione dei mezzi), al sindaco di Viterbo (autorizzazione alla messa in opera della fermata) al presidente della provincia (per l’interesse dei cittadini della provincia) all’assessore ai Trasporti della regione Lazio (per l’autorizzazione e organizzazione della società Cotral gestita dalla regione) al vicepresidente della commissione Sanità regionale Angelo Tripodi, al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi.
“Numerose lamentele – scrive Troncarelli – ci sono arrivate da pazienti e familiari per la mancanza, da sempre, di un servizio di trasporto diretto da e verso l’ospedale Santa Rosa, in particolare per chi proviene dalla Bassa Tuscia». Un’area vastissima, che comprende comuni costieri e dell’entroterra, dove molte persone, soprattutto chi non ha mezzi propri e chi non può contare su aiuti familiari, sono costrette ad usufruire anche di taxi per arrivare a destinazione.
La situazione attuale costringe chi arriva con i pullman Cotral a scendere a fermate lontane, per poi proseguire a piedi o con altri mezzi, con notevole perdita di tempo e, nei casi più critici, con gravi difficoltà fisiche. «Alcuni pazienti – sottolinea il comitato – sono senza l’aiuto di nessuno. Per loro, ogni metro in più diventa una fatica insostenibile”.
Eppure lo spazio per istituire una fermata esiste. “Una piccola area di fermata bus basterebbe per garantire un sollievo immediato a migliaia di cittadini». Il comitato chiede che il trasporto pubblico extraurbano venga finalmente esteso fino alle immediate vicinanze dell’ingresso dell’ospedale, riducendo così i tempi e le difficoltà di chi ha bisogno di cure o deve assistere un congiunto”. La soluzione non è complicata ma fattibilissima, volendo, ribatte Troncarelli.
Questa attenzione, arriva in un momento in cui la regione Lazio sta investendo sulla sanità territoriale e sulla mobilità sostenibile. Ma per la Tuscia, ancora una volta, il nodo resta irrisolto: l’ospedale più importante della provincia è di fatto un’isola per chi non ha l’auto.
“Agevolare il cittadino garantendogli servizi sanitari adeguati – conclude Troncarelli – significa anche assicurargli un trasporto fino a destinazione. Questo Comitato, da sempre attento alle problematiche del Territorio della Tuscia sulle prestazioni del Servizio Sanitario, non chiede poi molto: solo una fermata”.
Ora la palla passa ai vertici di Cotral e alla politica, locale e regionale. Decine di migliaia di utenti attendono una risposta, che è necessario dare quanto prima.
Comitato Amici del Sant’Anna
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