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Chiesa - Viterbo - Il vescovo ieri nel palazzo dei Papi in occasione dell’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”

Orazio Francesco Piazza: “Fondamentale il dialogo tra arte e fede…”

di Irene Temperini
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Viterbo –  “È fondamentale il dialogo tra arte e fede. Nel museo del colle del duomo apriremo una sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea”, il vescovo Orazio Francesco Piazza ieri nel palazzo dei Papi, durante l’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”.

on Massimiliano Balsi, don Luca Franceschini e il vescovo Orazio Francesco Piazza

Don Massimiliano Balsi, don Luca Franceschini e il vescovo Orazio Francesco Piazza


È stata presentata nella sala Gualterio del palazzo dei papi la mostra conclusiva dei progetti finalisti della scuola estiva di formazione per giovani artisti. Il tema del percorso era “Formare allo spirito dell’arte sacra e della sacra liturgia”.

A fare gli onori di casa il vicario episcopale alla cultura don Massimiliano Balsi.

“Siamo felici di presentare questa mostra – ha detto Balsi -. Questi artisti, Benedetta Luciani, Giuseppe Matera e Valerio Pacini, hanno prodotto delle opere che hanno un respiro luminoso. La croce incarnata ci parla di qualcosa che ci proietta oltre la resurrezione. Come una luce dal buio, l’arte proietta la fede”.

Viterbo - L’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”

Viterbo – L’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”


A intervenire è stato poi il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza.

“Vedere produrre queste opere da giovani artisti – ha raccontato Piazza – per me è stato bello e importante. Mi domando sempre: cosa consegneremo noi al futuro? E vedere realizzare queste opere per me è stato motivo di profonda gratitudine. Questa iniziativa – ha proseguito Piazza – è proprio nelle mie corde. Se Dio vuole, nel museo del colle del duomo apriremo uno spazio per organizzare mostre di arte moderna e contemporanea, facendo continuare a dialogare arte e fede”.

Don Luca Franceschini

Don Luca Franceschini


A prendere la parola è poi stato Luca Franceschini, direttore dell’ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto.

“Spesso – ha esordito Franceschini – si è cercato nell’arte di imitare il passato. Anche qui è successo, nella vostra cattedrale. Ma il presente deve produrre, non si può limitare a rimpiangere il passato. La chiesa, come l’arte, deve essere se stessa, continuare a interrogarsi, a formare la propria identità. Dobbiamo imparare dagli artisti a cercare l’invisibile dietro il visibile”.

Viterbo - L’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”

Viterbo – L’inaugurazione della mostra “Geometrie della redenzione, tra arte e fede”


È stato poi Federico Fusi, dell’Accademia delle belle arti dell’Aquila, a intervenire.

“Io – ha raccontato Fusi – mi sono occupato dell’aspetto laboratoriale. Ogni grande epoca ha sempre iniziato con una riflessione sulla croce. Questa epoca è un’epoca molto forte, fatta di scelte molto dure. E decidere di riflettere sulla croce è una cosa bella, particolare e piena di significato”.

La mostra, visitabile negli orari del museo del colle del duomo fino al 10 luglio, presenta il motivo della croce interpretato dalle diverse sensibilità dei tre giovani artisti.

Croce che nella sala Gualterio del palazzo dei papi, già piena di storia, cultura e bellezza, si fa ancora ponte, collante e sutura tra arte e fede.

Vetro, legno, plastica colorata, cartone: diversi materiali e supporti per raccontare il simbolo della resurrezione cristiana.

La mostra, realizzata grazie al vicariato alla cultura della diocesi di Viterbo, è promossa dall’ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, dal dipartimento dei beni culturali della chiesa della Pontificia università gregoriana, dall’Istituto di liturgia della Pontificia università della Santa Croce, dall’Accademia di belle arti di Roma e dall’Accademia delle belle arti dell’Aquila.

Irene Temperini


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11 giugno, 2026

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