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Viterbo - Loredana Fraleone annuncia l'astensione dei propri consiglieri comunali per una consultazione di secondo livello: "Senza nemmeno un confronto coi propri elettori"

“Rifondazione comunista non partecipa alla farsa delle elezioni provinciali”

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Loredana Fraleone

Loredana Fraleone

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Domenica 14 giugno, i consiglieri comunali del Viterbese eleggeranno il nuovo Consiglio provinciale in supporto al presidente Romoli di Forza Italia, già eletto con i voti anche del Pd e di Fratelli d’Italia.

La riforma Delrio del 2014 (governo Renzi) ha ridotto le elezioni provinciali a istanze di secondo livello, relegando il voto ai soli consiglieri comunali, che non si confrontano neanche con i propri elettori per formare le liste e scegliere chi siederà in consiglio provinciale.

Del resto la scissione tra i bisogni della popolazione e chi dovrebbe rappresentarla è più che evidente quando si riunisce il consiglio provinciale o l’assemblea dei sindaci e non si affrontano i problemi del territorio, come una sanità di cui è sempre più difficile fruire, il sistema dei trasporti carente e penalizzante per i numerosi pendolari, gli incidenti sul lavoro in crescita esponenziale, il funzionamento di Talete, che non ha messo mano né alla rete idrica colabrodo con una dispersione idrica di metà dell’acqua né alla presenza dell’arsenico, che specialmente in estate la rende non potabile, a fronte di tariffe che sono ben oltre la media nazionale.

Su quest’ultimo problema le soluzioni sarebbero già accessibili, se si seguissero le indicazioni dell’Università della Tuscia per il prelievo in siti con acqua abbondante e priva di arsenico o quelle dell’Isde per l’uso di apparecchiature molto meno costose dei dearsenificatori attualmente utilizzati.

Cosa fa invece l’assemblea dei sindaci, senza neanche consultare i propri consigli? Destina il 40% delle quote della S.p.a Talete ai privati, raccontandoci che contribuiranno a risolvere questi problemi piuttosto che pretendere dividendi dalle azioni acquistate.

In questo contesto di espropriazione della democrazia, di degrado politico e di sostanziale connivenza trasversale nell’accettazione delle condizioni sempre più insostenibili della popolazione della Tuscia, i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, impegnata a lottare per la tutela dei diritti della popolazione, non parteciperanno alla farsa delle elezioni del 14.

Loredana Fraleone
Segretaria provinciale federazione Rifondazione Comunista

 


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11 giugno, 2026

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