Viterbo – (sil.co.) – In giro armati di coltello la domenica mattina di buonora nei pressi di piazzale Gramsci. Si tratta di due egiziani, fermati attorno alle sei di mattina del 14 giugno dalla polizia in via della Palazzina, a Viterbo.
I due egiziani, che nascondevano i coltelli, uno ciascuno, all’interno delle felpe, sono stati tratti in arresto per porto di arma impropria, atta a offendere, fuori dell’abitazione, senza giustificato motivo, reato punibile con la reclusione da uno a tre anni e con una multa da mille a diecimila euro.
Difesi dalle avvocatesse Paola Grassi e Simona Mancini, i due arrestati sono comparsi ieri davanti al giudice Jacopo Rocchi che, convalidando il fermo, li ha rimessi in libertà, disponendo l’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria fino alla definizione del processo per direttissima.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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