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Vetralla - La soprintendenza: “Fiori, frutta e altri prodotti deperibili macchiano le pareti come lo spray. Chi vuole fare donazioni, lo faccia all’esterno” - Sarà creata un’area attrezzata

Riti new age e neo pagani danneggiano il tempio etrusco-romano di Demetra

di Simone Lupino
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Vetralla – Riti new age e neopagani al tempietto etrusco-romano di Demetra a Vetralla, danni a uno dei siti archeologici più suggestivi e meglio conservati della Tuscia, riportato alla luce nel 2006 praticamente intatto.

Il tempio di Demetra sporcato dai riti neopagani

Il tempio di Demetra sporcato dai riti neopagani


Il tempietto, di origine etrusca e utilizzato poi anche in epoca romana, si trova immerso nel bosco in località Macchia delle valli. Un luogo suggestivo, che non attira soltanto escursionisti e semplici visitatori, ma anche persone che ancora oggi vi riconoscono un significato simbolico o spirituale e lasciano offerte ispirate all’antico culto della divinità.

Beatrice Casocavallo della soprintendenza

Beatrice Casocavallo della soprintendenza


Nessuna pratica oscura o inquietante. Fiori, frutta e altri prodotti lasciati all’interno del santuario che, essendo deperibili, finiscono però per causare danni alle pareti. “Portare fiori, frutta o altri oggetti deperibili all’interno del tempietto è veramente da sconsiderati. Purtroppo poi questi materiali macchiano le pareti. Questo è un danno, un danno molto forte”, spiega la funzionaria della soprintendenza Beatrice Casocavallo.

“Questi nuovi riti neopagani cercano di usare questo luogo come era stato usato in antico”, ha spiegato Dario Di Girolamo, uno dei tre progettisti dell’intervento insieme a Noemie Gabay e Paolo Vitti. Tra le criticità affrontate durante il progetto non ci sono state soltanto la vegetazione infestante, i dislivelli del terreno e i problemi di accessibilità, ma anche questa particolare questione.

Viterbo - Alla scoperta del museo nazionale etrusco - Il tempietto di Demetra

Viterbo – Il tempietto di Demetra al museo nazionale etrusco


“Lì si praticava il culto di Demetra, di una dea legata all’oltretomba e alle divinità ctonie – ricorda Di Girolamo – chiaramente il posto si trova in una grotta ed è attaccato alla roccia, quindi evoca questo mondo infero. Questi culti continuano in realtà fino ad oggi. Ci sono culti neopagani, new age possiamo dire, che ancora continuano a usare questo posto”.

Si tratta di pratiche conosciute soprattutto a livello locale, meno al grande pubblico. “Chiaramente – ha aggiunto Di Girolamo – sono tutti riti che non hanno fondamento storico. Però comunque esistono sul luogo ed è molto difficile riuscire ad arginarli. Quindi la nostra scelta progettuale era: cosa fare per incanalarli? Non volevamo mettere una barriera perché non avrebbe avuto senso progettualmente. Volevamo incanalarli e allo stesso tempo dare priorità alla conservazione del bene”.

Per questo, con i nuovi lavori, è stato realizzato uno spazio dedicato alle offerte votive all’esterno del santuario. “Tra i nuovi arredi previsti intorno al tempietto ce ne saranno anche alcuni dedicati alle offerte votive, per cercare di indirizzare i culti neopagani fuori dal tempietto per esigenze di conservazione”.

Il tempietto venne scoperto nel 2006 dopo il rinvenimento di scavi clandestini che portarono la Soprintendenza ad avviare indagini archeologiche. Gli scavi restituirono un contesto eccezionalmente conservato, rimasto sigillato per secoli. Il santuario era dedicato alla Vei etrusca, assimilata alla Demetra greca e alla Cerere romana, una divinità legata alla fertilità, alla rinascita e al culto delle acque. La statua in terracotta della dea e altri reperti rinvenuti all’interno del santuario sono oggi conservati al museo della Rocca Albornoz di Viterbo.

Anno degli Etruschi - Il meraviglioso tempietto di Demetra

Anno degli Etruschi – Il meraviglioso tempietto di Demetra


Tra le scoperte emerse durante gli scavi anche un importante deposito votivo. “Fu trovato anche un deposito votivo, con ex voto legati alla fertilità: ci sono uteri, ma anche piedi votivi come quelli arrivati fino a noi in altri siti, oltre ad altari votivi dove si potevano lasciare offerte”, ricorda Di Girolamo.
La funzionaria archeologa Beatrice Casocavallo non vuole mancare di rispetto a chi sente un forte legame con il luogo. Allo stesso tempo, però, ricorda che la priorità resta la tutela e la conservazione del santuario. “Però portare degli oggetti, fiori, frutta o altri oggetti deperibili all’interno del tempietto è veramente da sconsiderati. Purtroppo poi questi materiali macchiano le pareti. Questo è un danno, un danno molto forte”.

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz - La dea Demetra

Il Museo nazionale Etrusco alla rocca Albornoz – La dea Demetra


L’archeologa sottolinea che il rispetto per il luogo passa anche dalla sua conservazione. “Il rispetto per la divinità è anche, se ancora si pensa che lì ci sia una divinità o comunque qualcosa di simile, rispettarla. Rispettarla significa non portar nulla”.

Da qui l’invito a utilizzare gli spazi esterni predisposti dal progetto. “Vi preghiamo: c’è una area vastissima intorno. Se dovete donare alla divinità qualcosa non lo fate dentro il tempietto. Veramente lo troviamo sempre in uno stato di degrado incredibile e pensare di restaurare in continuazione, intervenire con un restauro, ripulire una superficie vuol dire anche alterarla, perché poi ovviamente questi prodotti macchiano quanto un colorante. Come se io andassi con una bomboletta spray. È la stessa cosa”.

Simone Lupino


Il santuario di Demetra

Il tempio di Demetra

Il tempio di Demetra


Il santuario rupestre di Demetra, situato a Macchia delle Valli nel territorio di Vetralla, risale alla fine del IV secolo avanti Cristo. Ricavato in parte nella roccia, era dedicato al culto della fertilità e della natura. La frequentazione del luogo sacro proseguì in età romana, almeno fino al I secolo dopo Cristo. Il complesso, scoperto nel 2006, conserva una cella e gli spazi utilizzati per le offerte e i riti religiosi.


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17 giugno, 2026

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