Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tarquinia - Il comune difende la scelta di non acquisire un ulteriore immobile legato al complesso dell'ex ospedale di Santo Spirito in Sassia: "Amministrare significa fare scelte sostenibili: già disponibili risorse destinate al recupero e alla valorizzazione della sede"

“Oltre 650 mila euro per l’archivio storico comunale: questa è la nostra idea di tutela del patrimonio”

Condividi la notizia:

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – C’è una differenza sostanziale tra amministrare e fare propaganda: amministrare significa assumersi la responsabilità delle scelte, soprattutto quando riguardano l’utilizzo di risorse pubbliche. Per questo respingiamo tutti i tentativi di trasformare una scelta responsabile e ponderata in una presunta mancanza di attenzione verso il patrimonio storico e culturale di Tarquinia.

Tarquinia - L'Archivio storico comunale

Tarquinia – L’Archivio storico comunale


I fatti raccontano un’altra storia. Abbiamo già disponibili oltre 650mila euro per la tutela e la valorizzazione del quattrocentesco palazzetto dell’ex Ospedale di Santo Spirito in Sassia, sede dell’archivio storico comunale, una somma che consentirà di garantirne la conservazione e la piena fruizione da parte della cittadinanza.
 
Grazie infatti alla recente sottoscrizione di un accordo tra il comune e la Regione Lazio disponiamo di uno stanziamento regionale di 350mila euro destinato alla ristrutturazione e valorizzazione del suddetto immobile e possiamo acquistare gli spazi già occupati dall’archivio, ossia il piano terra e una porzione del piano superiore.
 
A queste risorse si aggiungeranno ulteriori 300.000 euro circa, messi a disposizione dal comune, che verranno utilizzati metà per l’acquisizione dell’appartamento posto al piano superiore del Palazzetto quattrocentesco mentre la restante parte ne finanzierà il recupero e la completa ristrutturazione. Si tratta di un intervento concreto e significativo che non solo tutela l’Archivio Storico, ma salvaguarda e valorizza un bene di rilevante interesse storico e culturale per l’intera comunità.
 
Diverso è il discorso relativo al secondo appartamento, che non fa direttamente parte del palazzetto dell’ospedale. Acquistarlo oggi per procedere poi al suo necessario intervento di recupero, significherebbe impegnare almeno ulteriori 500mila euro del bilancio comunale. Scegliere di non spendere risorse pubbliche quando non ci sono le condizioni per farlo non significa rinunciare alla cultura ma significa amministrare con prudenza, equilibrio e responsabilità.
 
Va inoltre ricordato che l’eventuale esercizio del diritto di prelazione da parte dell’amministrazione Giulivi sugli immobili posti in vendita dalla Regione Lazio all’epoca avrebbe determinato uno scenario completamente diverso, consentendo l’acquisto degli stessi a un prezzo pari alla metà di quello che si prospetta oggi.
 
Chi amministra non può limitarsi ad accumulare immobili. Deve garantire che il patrimonio esistente sia mantenuto, valorizzato e reso realmente fruibile dai cittadini. Tarquinia dispone già di importanti spazi pubblici destinati alla cultura e alla socialità: l’ex Mattatoio, la sala “D. H. Lawrence”, la Torre Dante, la Cartiera e i nuovi spazi restaurati che tra poche settimane amplieranno la biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli”. Basti pensare agli investimenti necessari per la riqualificazione del Cinema Etrusco, per il quale abbiamo già presentato una domanda di finanziamento da 1 milione di euro, impegnandoci a garantire una quota di cofinanziamento pari al 20%.
 
La vera domanda che la politica dovrebbe porsi non è quindi quanti immobili possiede il Comune, ma se esistono le risorse necessarie per recuperarli, mantenerli e renderli realmente utili alla collettività. Accumulare patrimonio senza poterlo valorizzare rischia di trasformare un’opportunità in un problema. Rispettiamo pienamente il pensiero dei cittadini che hanno promosso e sottoscritto la petizione. Ogni contributo alla vita pubblica merita attenzione e considerazione.
 
Amministrare però significa assumere decisioni sulla base di un interesse generale, valutando responsabilmente priorità, costi e benefici per l’intera comunità. I cittadini meritano trasparenza, serietà e rispetto. Ma meritano soprattutto amministratori capaci di distinguere tra ciò che è auspicabile e ciò che è realmente sostenibile. Governare significa fare delle scelte. Continueremo a farlo con responsabilità, come abbiamo fatto finora, nell’interesse di Tarquinia e della sua comunità.

Condividi la notizia:
17 giugno, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/