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Bagnoregio – Il direttore artistico del Tuscia in Jazz torna a Civita per la manifestazione dedicata alla ricerca contro la Sla e accusa la tele di stato: “Ha rifiutato categoricamente la mia presenza” - Questa sera Civita Night in Jazz & Blues” con Riccardo Rinaudo e Luca Casagrande, Rita Marcotulli con l’ensemble Under 29 e Luca Aquino, Fulvio Tomaino duo

La Rai non mi vuole ma io salirò ogni anno a Civita… il mio nome è Italo Leali e io non mi arrendo

di Italo Leali
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Bagnoregio – Questa sera si esce. C’è un senso di profonda e vibrante attesa nel prepararsi a varcare nuovamente la soglia di casa per fare ritorno in quel luogo sospeso nel tempo che è la mia amata Civita di Bagnoregio.

Italo Leali attraversa il ponte di Civita col respiratore per il concerto di Fabrizio Bosso

Italo Leali attraversa il ponte di Civita col respiratore per il concerto di Fabrizio Bosso


Torno a immergermi tra le note della mia adorata musica, a respirare l’atmosfera vibrante dei sorrisi compiaciuti di una platea felice e avrò il privilegio immenso di posare ancora una volta lo sguardo sul tramonto che infuoca la valle dei calanchi.

Poi, quando la serata volgerà al termine e ci avvieremo verso l’uscita, mi concederò il lusso eterno di rimirar le stelle, proprio come scriveva il Poeta.

Per qualche ora, la magia del contesto e l’abbraccio della melodia mi regaleranno l’illusione che tutto sia normale, che nulla sia cambiato da quel giorno in cui una malattia spietata ha deciso di bussare senza invito alla mia porta.

Sarà un’illusione dolcissima, destinata però a scontrarsi inevitabilmente con i dettagli concreti della realtà che mi circonda.

A ricordarmi la mia condizione ci saranno i volontari straordinari dei tre comitati della Croce rossa italiana coinvolti in questa impresa, quelli di Ronciglione, Viterbo e della stessa Bagnoregio, ai quali è affidato il compito delicatissimo e faticoso di farmi superare il lungo ponte sospeso nel vuoto.

Italo Leali attraversa il ponte di Civita col respiratore per il concerto di Fabrizio Bosso

Italo Leali attraversa il ponte di Civita col respiratore per il concerto di Fabrizio Bosso


Ci saranno gli sguardi della gente che mi vedrà salire lungo quella ripida salita, sguardi pieni di stupore, ammirazione o forse commozione, che mi restituiranno con precisione l’immagine di chi sono diventato oggi e del peso specifico di quello che sto facendo.

Perché la verità è che, fuori da quella piazza accogliente, il mondo preferisce voltarsi dall’altra parte. La dimostrazione più lampante è arrivata proprio ieri, quando la Rai, impegnata nelle riprese di un programma televisivo dedicato ai paesi d’origine dei grandi cantanti italiani, ha rifiutato categoricamente la mia presenza.

Una decisione paradossale e dolorosa, se si considera che sono profondamente legato a Marco Mengoni e alla sua famiglia, che ha più volte dichiarato pubblicamente e in video di essere nato artisticamente proprio tra le colline del Viterbese durante un seminario del Tuscia in Jazz e che, soprattutto, ho sposato con tutto me stesso la campagna di sensibilizzazione a favore della ricerca scientifica contro la Sla.

Tutto questo patrimonio di affetti, arte e impegno sociale è stato azzerato in un istante. Evidentemente, mostrare un malato su una sedia a rotelle avrebbe disturbato la coscienza e la vista degli spettatori italiani e così l’azienda pubblica ha preferito confezionare una narrazione edulcorata, una finzione patinata che esclude la complessità della vita vera.

L'incontro di Italo Leali con papa Leone XIV

L’incontro di Italo Leali con papa Leone XIV


Questo è ciò che fa quella che un tempo chiamavamo mamma Rai e che oggi dovrebbe garantire un reale servizio pubblico: nasconde la polvere del dolore e della disabilità sotto il tappeto di un’ipocrisia dilagante.

Proprio per reagire a questo silenzio complice, in nome di un mondo che pretendo sia più giusto e a difesa di tutti coloro che soffrono nel silenzio delle proprie case, io continuerò a salire a Civita di Bagnoregio ogni singolo anno, finché avrò fiato in corpo, per gridare al mondo intero che la Sla esiste ed è una realtà terribile, quotidiana e ancora priva di una cura definitiva.

E se non sono bastati gesti di portata immensa, come l’udienza privata che ci ha concesso papa Leone XIV, l’appoggio concreto di tantissimi personaggi famosi che ci sostengono o la mobilitazione di comunità locali sempre più unite e coinvolte, noi non ci fermeremo qui.

Da domenica prenderà il via la rassegna Castelli in Jazz for Sla, un segnale forte del fatto che la musica non si arrende mai.

Vi giuro solennemente che questo piccolo uomo continuerà a combattere con ogni briciolo di energia rimasta, a essere presente in ogni piazza e in ogni luogo possibile per ricordare alla società civile che noi malati non siamo numeri, statistiche o corpi da nascondere, ma esseri umani dotati di sentimenti profondi, di emozioni intatte e di sogni che meritano di essere vissuti.

Il mio nome è Italo Leali e io non mi arrendo.

Italo Leali


Civita di Bagnoregio – Questa sera, 20 giugno, torna “Civita Night in Jazz & Blues”, la notte bianca dedicata alla musica e alla raccolta fondi per la ricerca contro la Sla. Il programma prenderà il via alle 19,30 con Riccardo Rinaudo e Luca Casagrande, seguito alle 21 da Rita Marcotulli con l’ensemble Under 29 e l’ospite speciale Luca Aquino. A mezzanotte chiuderà il Fulvio Tomaino duo. L’ingresso costa 10 euro e il ricavato sarà destinato alla ricerca contro la Sla.


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20 giugno, 2026

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