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Cultura - La linguista Miriam Di Carlo ha discusso dei tratti distintivi della parlata della Tuscia

Il dialetto viterbese al convegno internazionale di Sappada

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Viterbo

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Sappada – (a.c.) – Il dialetto viterbese protagonista al convegno internazionale Dialetti e lingue di minoranza, organizzato a Sappada (Udine) dal 17 al 20 giugno dall’Accademia della Crusca, l’università di Udine e la Società filologica friulana.

Nel lungo programma d’interventi, c’è stato spazio anche per la relazione della linguista Miriam Di Carlo, che ieri pomeriggio ha discusso il tema “Isoglosse del fascio Roma-Ancona da ridefinire: due tratti caratterizzanti delle varietà viterbesi”.

Nella sua trattazione, Di Carlo ha presentato le caratteristiche dei dialetti della Tuscia, prendendo in considerazione una serie di testi di studiosi locali, soprattutto vocabolari sui dialetti: quello di Blera di Francesco Petroselli, quelli di Civita Castellana e Vallerano di Luigi Cimarra, quello di Canepina di Petroselli e Cimarra, quello di Fabrica di Roma di Paolo Monfeli. Inoltre, sono stati portati all’esame alcuni libri del dialetto di Sant’Oreste di William Sersanti e due testi in dialetto ortano: “Ponde ponende ponde ppi” e “Annanno ‘n ghjèsa” di Vincenzo Cherubini.


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20 giugno, 2026

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