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Energia - Non solo eolico e solare, nella Tuscia anche la produzione di gas rinnovabile - Le risorse del Pnrr per progetti a Viterbo, Tarquinia, Tuscania e Nepi

Oltre 25 milioni di euro per cinque impianti di biometano nella Tuscia

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Viterbo – Oltre 25 milioni di euro per cinque progetti di biometano nella Tuscia. Le risorse assegnate dal gestore dei servizi energetici (gse) riguardano interventi nei comuni di Viterbo, Tarquinia, Tuscania e Nepi, tra nuovi impianti e riconversioni di strutture già esistenti.

Il progetto dell'impianto della società Biometano Tuscia all'Acquarossa

Il progetto dell’impianto della società Biometano Tuscia all’Acquabianca


Non solo eolico e fotovoltaico, dunque. Anche il biometano si ritaglia uno spazio crescente nel panorama energetico della Tuscia. Si tratta di un gas rinnovabile ottenuto dal trattamento di rifiuti organici, reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli che può essere utilizzato negli stessi impieghi del metano tradizionale, contribuendo alla riduzione delle emissioni climalteranti. I cinque progetti della provincia di Viterbo sono stati ammessi ai contributi previsti da una specifica misura del Pnrr, insieme ad altri 541 progetti a livello nazionale. Una volta entrati in funzione potranno produrre complessivamente fino a 1.736 metri cubi di biometano all’ora (smc/h, standard metri cubi, ndr).

Il contributo più elevato, pari a 10 milioni di euro, riguarda l’impianto previsto nella zona industriale di Viterbo, in località Acquabianca, autorizzato dalla regione Lazio nel 2022 su istanza della società Biometano Tuscia. Del progetto all’epoca si parlò anche in consiglio comunale, soprattutto per i possibili impatti sulla viabilità legati al traffico di camion sulla Teverina, ma alla fine arrivò l’ok di palazzo dei Priori. L’impianto è progettato per trattare oltre 36 mila tonnellate all’anno di rifiuti organici e produrre fino a 522 smc/h. La società lo presenta come un “polo tecnologico di riferimento per la salvaguardia dell’ambiente ed il massimo recupero di materia ed energia da un rifiuto quale la forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani) da raccolta differenziata”.

Sempre nel comune di Viterbo figura il progetto della società agricola Castelleone Biometano, ammesso a contributi per oltre 6,6 milioni di euro. L’impianto sorgerà in località Mogliane, nei pressi della strada Commenda, ed è stato autorizzato dalla provincia di Viterbo nel dicembre 2023. In conferenza dei servizi l’amministrazione comunale dichiarò di non aver ancora elaborato una mappatura delle aree idonee e non idonee per questo tipo di impianti, ma dall’analisi delle carte non emersero elementi contrari al caso specifico. L’impianto sarà alimentato da materiali provenienti dalle attività agricole e zootecniche, tra cui reflui, letame bovino, scarti di ortaggi e altri sottoprodotti agroalimentari. Capacità produttiva: 499 smc/h.

Il progetto della società Castelleone Biometano in località Mogliane a Viterbo

Il progetto della società Castelleone Biometano in località Mogliane a Viterbo


A Tarquinia il contributo del gse interessa invece l’impianto in località Olivastro della società Pellicano Green, destinataria di oltre 6,1 milioni di euro. Il progetto, autorizzato dalla regione Lazio nel 2020, prevede una sezione dedicata alla produzione di biometano e compost all’interno di un impianto di recupero rifiuti già esistente. La materia prima sarà costituita soprattutto dagli scarti alimentari raccolti con la differenziata. La sua capacità produttiva è indicata in 270 smc/h. L’autorizzazione al progetto da parte della regione fu al centro di un lungo contenzioso amministrativo promosso dal comune di Tarquinia, che si era opposto alla realizzazione dell’impianto. Il consiglio di stato ha però respinto i ricorsi, confermando la legittimità delle autorizzazioni rilasciate.

A Tuscania, invece, è stato assegnato un contributo di 1,5 milioni di euro a Bys Ambiente Impianti per un progetto di riconversione. La società è già titolare di un impianto autorizzato per il trattamento e il recupero di rifiuti non pericolosi mediante digestione anaerobica e compostaggio in località Fontanile delle Donne. Il nuovo impianto avrà una capacità produttiva di 217 Smc/h.

Completa il quadro il progetto della società agricola Rio Vicano a Nepi. Negli atti del gse il progetto è indicato come riconversione di un impianto agricolo esistente per la produzione di biometano, con una capacità produttiva di 250 smc/h e un contributo massimo concedibile di circa 1,4 milioni di euro.

Il progetto della società Castelleone Biometano in località Mogliane a Viterbo

Il progetto della società Castelleone Biometano in località Mogliane a Viterbo


Parlando di economia circolare, il biometano trova spazio anche nella proposta del nuovo piano regionale dei rifiuti del Lazio, che indica la necessità di privilegiare rispetto alle discariche “l’utilizzo degli impianti di digestione anaerobica con produzione di biometano” e richiama il possibile impiego di questo combustibile rinnovabile anche per l’alimentazione delle flotte di autobus e di altri mezzi di trasporto.

Simone Lupino


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22 giugno, 2026

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