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Caprarola - L'appello del presidente Asta, Fernando Monfeli: " Il silenzio assordante della politica pesa sugli agricoltori"

“Che fine ha fatto la richiesta di stato di calamità per la cascola delle nocciole?”

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Fernando Monfeli

Fernando Monfeli

Caprarola – Riceviamo e pubblichiamo – Che fine ha fatto la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale inviata dalla Regione Lazio al ministero dell’Agricoltura per la cascola anomala delle nocciole nella stagione 2025? È questa la domanda, legittima e urgente, che, come agricoltori, continuiamo a porci, mentre assistiamo a un silenzio istituzionale che sa tanto di abbandono.

La situazione odierna che siamo costretti a registrare porta con sé un paradosso politico difficile da digerire. Oggi ci troviamo in una condizione di assoluta convergenza: il governo provinciale, quello regionale del Lazio e quello nazionale appartengono tutti allo stesso schieramento politico e le istituzioni preposte alla gestione dell’agricoltura, a partire dal Ministero, sono guidate da esponenti di spicco dello stesso partito, Fratelli d’Italia.

In un contesto simile, dove la filiera istituzionale è totalmente “monocolore”, ci si sarebbe aspettati una corsia preferenziale, un canale di comunicazione diretto e fluido.

Sembra incredibile, quasi impossibile, che all’interno dello stesso partito non ci sia stato un dialogo costruttivo e tempestivo capace di portare a una rapida definizione e al conseguente riconoscimento della calamità. Se non si riesce a trovare un accordo e a dare risposte rapide nemmeno quando si condivide la stessa bandiera e la stessa linea politica, quando si pensa di poterlo fare?

Ma se Atene piange, Sparta non ride perché questo stallo non ha colpevoli solo nella maggioranza. Anche da parte dell’opposizione si registra il vuoto cosmico: non è pervenuto alcun sostegno concreto per i produttori di nocciole, né tantomeno un’azione di vigilanza o di pressione politica su un tema così vitale per il nostro territorio. La minoranza è rimasta a guardare, immobile tanto quanto chi governa.

Tutto questo ci porta a una riflessione amara che voglio condividere apertamente con tutti i colleghi agricoltori. Questa totale assenza delle istituzioni su un’emergenza economica e colturale di tale portata è l’ulteriore, lampante dimostrazione che noi agricoltori siamo soli ad affrontare i nostri problemi. Quando le “nocchie” cadono cadono a terra prima del dovuto le aziende rischiano il collasso e le promesse della politica evaporano!

Cari colleghi agricoltori, detto ciò, mi permetto di ricordavi di questo silenzio. Ricordiamoci dell’inerzia dei governi di ogni livello e del disinteresse delle opposizioni. Teniamo bene a mente questo abbandono quando torneranno a chiederci il voto, durante la prossima campagna elettorale e nelle conseguenti elezioni. La nostra memoria può e deve essere il nostro unico strumento di difesa.

La verità è che, a conti fatti, la vera anomalia di questa vicenda non è la cascola delle nocciole – fenomeno grave ma legato a dinamiche climatiche e colturali – bensì l’assenza totale di strumenti adeguati per fermarla che unita al silenzio e all’inerzia ingiustificabile delle istituzioni porta alla fine di non solo di un comparto ma dell’intero territorio.

Fernando Monfeli
Presidente Asta (Associazione spontanea per la tutela degli agricoltori)


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23 giugno, 2026

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