Viterbo – “Io ho conquistato la fiducia degli elettori con 80mila preferenze alle provinciali, Di Sorte è vissuto politicamente nelle segreterie di partito a Roma”. Non ci gira troppo intorno, Giulio Marini, nel replicare al sindaco di Bolsena, che all’ex primo cittadino, presidente di provincia, deputato, senatore e ora pure ex iscritto Forza Italia, aveva mandato a dire d’avere lasciato il partito dopo avere “fatto scopa”. Cioè, dopo avere preso tutto quello che c’era da prendere. Per poi salutare e andarsene, appena formalizzato l’accordo fra azzurri e civici di Chiara Frontini.
Giulio Marini
“A Di Sorte – spiega Marini – deve avere fatto male questo caldo estivo. Ha affermato in conferenza stampa che io ho fatto scopa nel partito. Ovvero ho ottenuto tutto e invece non ho fatto niente, se non quello che il partito mi ha chiesto di fare.
Ho vinto le provinciali con 80mila preferenze, il comune di Viterbo con 20mila. Finché ho ottenuto risultati, il partito mi ha utilizzato”. Nota giusto una differenza, Marini: “Diversa la posizione mia da quella di Di Sorte. Io lo inserii nella segreteria di Valducci, poi passò in quella di Cattaneo, quindi con Battistoni, e poi nella segreteria della senatrice Ronzulli. È un percorso diverso dal mio. La fiducia l’ho conquistata dagli elettori, Di Sorte dentro organi di partito”.
Quindi non ha “fatto scopa”. Cosi la vede il diretto interessato. “Magari Andrea si è sbagliato ed giusto che io glielo dica. Le persone al tavolo di quella conferenza stampa mi hanno insultato, ma sono in grado di portare risultati?
Mi pare che Alessandro Romoli sia presidente della provincia, in elezioni di secondo livello. Non si poteva misurare con le regionali e non l’ha fatto. Parlano di cose spiacevoli, si dà una brutta immagine della politica”.
Sulla tessera azzurra, pure su questo è chiaro. “Sono stato iscritto nel 2025 – ripercorre Marini – a marzo c’è stato il rinnovo dei tesserati consiglieri comunali. Vedevo una situazione al comune di Viterbo che non gradivo, Forza Italia votare sì al bilancio e io nemmeno venivo interpellato, costringendomi a esprimermi contro. Col tempo il quadro è peggiorato.
L’intesa alle provinciali ha fatto esplodere tutto. Da consigliere comunale d’opposizione non potevo votare una lista, quella di Forza Italia, che all’interno aveva anche candidati della sindaca Chiara Frontini. Senza, oltretutto, che io fossi minimamente coinvolto nelle decisioni”.
Una volta divenuto di dominio pubblico l’accordo, qualcosa ha fatto riflettere Marini: “Mi sono preso una sequela d’insulti per procura, su una scelta non condivisa e di cui non ero stato nemmeno stato messo al corrente. A quel punto ho deciso di tracciare una linea fra quello che faccio io e quello che fa Forza Italia”. Dopo tanti anni, Lascia gli azzurri, le strade si separano, capita.
Eppure: “Non mi sarei mai aspettato insulti volgari da elementi che fanno parte del mio partito. Era sufficiente dire che Marini se ne va, arrivederci e grazie. Anche senza grazie. Arrivederci.
Invece, c’è chi si è voluto mostrare duro. A loro, ricordo ancora gli 80mila voti alle provinciali e i 20mila alle comunali. E ricordo d’avere battuto con orgoglio sempre alle amministrative, Ugo Sposetti. Loro quando ci riescono?”.
Giuseppe Ferlicca
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