Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Anche in questa stagione, la natura ha presentato il suo conto più salato. Calamità naturali imprevedibili, violente e devastanti si sono abbattute sul nostro territorio, infliggendo un colpo durissimo non solo alle coltivazioni in sé, ma all’intera economia locale.
Fernando Monfeli
Il nostro comparto viveva già una situazione di seria e profonda difficoltà. Queste condizioni avverse, soprattutto dal punto di vista atmosferico e meteorologico, non fanno che allontanare ogni prospettiva di ripresa, esasperando una crisi che i nostri produttori non sono più in grado di sostenere da soli.
Dobbiamo purtroppo registrare, nostro malgrado, che ad oggi solo ASTA (Associazione spontanea per la tutela degli agricoltori) sta alzando la voce per chiedere giustizia. Siamo gli unici a domandare apertamente che fine abbiano fatto i fondi stanziati e i tavoli di crisi aperti per le scorse calamità. Ad oggi, incredibilmente, non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro.
La necessità di un sostegno concreto e immediato per l’agricoltura si fa stringente, soprattutto qui, nella provincia di Viterbo. La Tuscia vive di terra: l’agricoltura non è un semplice settore economico tra i tanti, ma rappresenta la vera e propria spina dorsale di tutto il nostro tessuto sociale ed economico.
È inaccettabile e profondamente ingiusto per un agricoltore assistere a questa disparità di trattamento: per l’industria, per il terziario, per i servizi e per la stessa pubblica amministrazione esistono ammortizzatori sociali rapidi e strumenti di sostegno economico immediati. Qualora si verifichi una crisi in quei comparti, i fondi vengono sbloccati subito. Per noi che rappresentiamo il settore primario e che sosteniamo l’intera economia, non esistono canali rapidi per dare ossigeno e respiro alle aziende e se l’agricoltura fallisce, l’intero territorio viterbese cadrà in un affanno irreversibile.
Di fronte a questo scenario drammatico, rivolgiamo un invito chiaro, fermo e senza sconti alle istituzioni e alla classe politica: mantenete un atteggiamento decente nei confronti dei problemi che ci attanagliano, perché i proclami vuoti hanno un effetto persino più devastante delle calamità naturali. I proclami che hanno solo fini elettorali uccidono la speranza, unico valore rimasto che permette a chi è già gravato dai disastri di trovare la forza per andare avanti.
Fino ad oggi, la politica non è stata in grado di risolvere nemmeno i problemi legati alle calamità delle scorse stagioni. Tanti annunci, zero risposte concrete. Per questo motivo, come Associazione riteniamo che oggi i politici farebbero meglio a tacere ed iniziassero ad agire concretamente.
Non accettiamo che il dramma degli agricoltori diventi terreno di scontro elettorale o passerella per facili promesse. Prima di parlare del futuro, i signori della politica inizino a risolvere i problemi pregressi e a liquidare gli indennizzi dovuti per gli anni passati. Trovare oggi le solite scuse o fare retorica, mentre le nostre aziende affogano nella burocrazia e nei danni, sarebbe semplicemente inaccettabile. Gli agricoltori viterbesi pretendono rispetto, dignità e, soprattutto, i fatti che aspettano da troppo tempo.
Il presidente
Fernando Monfeli
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