Viterbo – “La classifica non salva Frontini dal fallimento”. Mentre Il Sole 24 Ore assegna il settimo posto in Italia per la sindaca di Viterbo (indagine Governance poll), in fatto a gradimento, per l’ex assessore comunale Giacomo Barelli si tratta di un risultato tutt’altro che lusinghiero. “La posizione nazionale non conta nulla – osserva Barelli – ogni sindaco risponde della propria città. Il vero dato politico è una tendenza negativa, dentro una Viterbo peggiorata, senza cinema, con promesse non mantenute e con un accordo con Forza Italia che sa di salvataggio”.
Giacomo Barelli
Eppure è prima fra i colleghi dei comuni capoluogo nel Lazio, col 60%. “La classifica serve alla propaganda, non ai cittadini – continua Barelli – a me interessa Viterbo. E Viterbo oggi è una città amministrata male. Il risultato è da analizzare. La posizione in classifica non conta nulla. Ogni sindaco risponde della propria città, non di una graduatoria nazionale. A me non interessa se Frontini sia settima, decima o ventesima. Mi interessa Viterbo. E Viterbo oggi non sta meglio di quattro anni fa. Anzi, secondo me sta peggio.
Il dato vero non è il piazzamento, è la tendenza politica: Frontini aveva promesso una rivoluzione civica, una città nuova, una città possibile. Oggi siamo davanti a un’amministrazione fatta di propaganda, annunci, fotografie e pochissimi risultati concreti”.
Anche se la vittoria di Chiara Frontini si è portata un tesoretto non di poco conto, quasi il 65% al secondo turno. Barelli non è convinto. Tutt’altro. “Questo è uno degli equivoci più grandi. Il dato del ballottaggio non può essere considerato un dato puro di consenso personale, attribuibile a Frontini.
Il ballottaggio è una scelta binaria: uno contro l’altro. Molti votano per convinzione, altri votano contro l’avversario, altri ancora scelgono quello che in quel momento appare il male minore. Nel 2022, Frontini al primo turno era poco sopra il 32%, poi al ballottaggio arrivò al 64,92% contro Alessandra Troncarelli. Ma quel numero non era tutto voto Frontini, era anche voto di protesta, voto contro l’altra proposta, voto trasversale, voto di chi voleva cambiare pagina”.
Un risultato acquisito, tutt’altro che scontato per Barelli. “Nel 2027 si riparte da un nuovo primo turno. Nuovi candidati, nuove liste, nuovi progetti, nuovi giudizi. Frontini non potrà più chiedere fiducia sulla promessa del cambiamento, perché sarà lei la sindaca uscente. Dovrà rispondere dei fatti. E io dico una cosa molto chiara: con quest’amministrazione disastrosa, Frontini e Forza Italia rischiano di non arrivare nemmeno al ballottaggio. Altro che classifica nazionale. Se nasce un’alternativa forte, seria, autorevole, radicata nella città, il rischio per loro è enorme”.
Maurizio Gasparri e Chiara Frontini
Disastrosa è un giudizio piuttosto netto. “Viterbo non si governa con i post. Si governa guardando le strade, i quartieri, il centro storico, le frazioni, il commercio, la pulizia, la sicurezza, la viabilità, il verde pubblico, la cultura. E lì il giudizio è pessimo.
Prendiamo le piste ciclabili: la vicenda della Pila è diventata il simbolo perfetto di un’amministrazione che decide dall’alto, non ascolta, crea problemi invece di risolverli. Sono state raccolte circa 1200 firme contro l’intervento, con richieste precise su cordoli, sicurezza, viabilità, marciapiedi e vivibilità del quartiere. Quando un’opera pubblica produce più rabbia che utilità, la politica dovrebbe fermarsi e ascoltare. Invece qui spesso si tira dritto”.
Si tira dritto o ci si dimentica delle promesse. “Lancio una proposta semplice, facciamo un fact checking pubblico del programma elettorale di Frontini. Prendiamo quello con cui ha chiesto i voti ai viterbesi e mettiamo tre colonne: promesso, fatto, non fatto. Sarebbe un esercizio democratico bellissimo. Ex comuni, centro storico, buche, fontane, parcheggi, pulizia, sicurezza, decoro, verde, viabilità, commercio. Tutto. Punto per punto. Tusciaweb ha già ricordato diversi impegni del programma civico, non mantenuti. Verifichiamo tutto pubblicamente”.
Qualcosa che assomiglia molto a una sfida verso la sindaca Frontini. ““Assolutamente sì. Sarebbe bello sfidare Chiara Frontini in un confronto pubblico, programma elettorale alla mano. Non una passerella, non un talk show, non uno scambio di battute sui social. Un confronto vero. Lei porta il programma con cui ha chiesto i voti, io porto i fatti della città. Ex comuni: fatto o non fatto? Cinema fatto non fatto? Centro storico migliorato o peggiorato? Piste ciclabili utili o contestate? Parcheggi problema risolto o aggravato? Fontane promessa mantenuta o no? Decoro urbano Viterbo è più pulita o no? Sicurezza: i cittadini si sentono più tranquilli o no? Questa è la politica seria. Il resto è propaganda. Tanto per dire, Viterbo vuole candidarsi a capitale europea della cultura 2033, ma è un capoluogo che non ha nemmeno una sala cinematografica”.
Prima del 2033 c’è il 2027 e il ritorno al voto, con la possibile intesa con Forza Italia. “È il sintomo più evidente del tentativo di salvarsi. Frontini ha costruito per anni la propria immagine contro i partiti, contro la vecchia politica, contro il sistema. Poi, quando il consenso non basta più e la città comincia a presentare il conto, si aggrappa proprio a un partito per provare a blindare il secondo mandato. Ma i cittadini hanno capito benissimo e non cadranno una seconda volta nella trappola della propaganda frontiniana. Nel 2022 molti hanno creduto al racconto del civismo nuovo, libero, alternativo, capace di cambiare tutto. Oggi quel racconto non regge più. Il civismo si è trasformato in gestione del potere, la novità è diventata conservazione, la promessa di cambiamento è diventata ricerca di una stampella. E quando un sindaco ha bisogno di una stampella politica per reggersi, vuol dire che il progetto originario è finito.
Al centrodestra e alle opposizione dico subito di cominciare a costruire ‘alternativa. Non accordicchi dell’ultimo minto, serve un progetto serio, ampio, competente, generoso. Faccio un appello a tutte le forze politiche di buona volontà, alle energie civiche vere, al mondo delle professioni, dell’impresa, della cultura, del sociale: mettiamoci al lavoro per far rinascere Viterbo”.
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