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Vetralla - Carabinieri forestale - Tre persone multate per avere contravvenuto a ordinanze comunali - I consigli dei Forestali per evitare rischi inutili

Non puliscono i terreni da sterpaglie col pericolo che s’inneschi un incendio, multati

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Carabinieri forestale - Incendio

Carabinieri forestale – Incendio

Vetralla – Sanzioni per avere violato ordinanze comunali sulla prevenzione rischi incendi boschivi.

“I militari del nucleo carabinieri forestale di Vetralla, nell’ambito dei servizi mirati alla tutela del territorio e alla prevenzione degli incendi boschivi – fanno sapere i carabinieri in una nota – hanno accertato tre violazioni alle ordinanze emesse dai comuni del territorio di competenza in materia di prevenzione del rischio di incendio.

L’attività ha portato alla contestazione di sanzioni amministrative a carico di soggetti, sia privati che giuridici, che hanno omesso di ripulire i propri fondi da sterpaglie e materiale vegetale infiammabile. Tali condotte, in violazione delle vigenti disposizioni comunali, aumentano significativamente il rischio di innesco e propagazione delle fiamme. Le sanzioni amministrative previste per i proprietari o i conduttori inadempienti variano da un minimo di 50 a un massimo di 500 euro, ferma restando la facoltà per la pubblica amministrazione di disporre l’esecuzione dei lavori di pulizia in danno agli stessi.

Il comando sottolinea, inoltre, che il presidente della regione Lazio, con apposito decreto, ha stabilito – come ogni anno – il periodo di massimo rischio per gli incendi boschivi, caratterizzato dallo stato di grave pericolosità, con decorrenza dal 15 giugno al 15 ottobre 2026. Durante tale periodo sono severamente vietate tutte le azioni capaci di generare un pericolo immediato di incendio, quali ad esempio l’accensione di fuochi di ogni genere, l’abbandono di sigarette o fiammiferi accesi e l’utilizzo di braci.

Oltre alle responsabilità amministrative legate all’incuria, i carabinieri forestali tengono a ricordare che il codice penale prevede pene molto severe per chi causa un incendio boschivo. Il reato di “incendio boschivo” (art. 423-bis c.p.) punisce infatti sia l’azione dolosa che quella colposa: le pene previste vanno dalla reclusione da quattro a dieci anni per l’incendio doloso, a quella da uno a cinque anni per l’incendio colposo.

L’organizzazione forestale dell’Arma dei carabinieri è impegnata in prima linea sia nell’attività preventiva sia in quella investigativa finalizzata all’individuazione dei responsabili delle condotte illecite, impiegando militari “repertatori” altamente specializzati nell’esecuzione di rilievi scientifici e nell’applicazione di specifici protocolli come il M.E.F. (Metodo Evidenze Fisiche), utilizzato per individuare i punti di innesco e verificare la presenza di eventuali ordigni incendiari.

È fondamentale che la cittadinanza comprenda come comportamenti imprudenti o criminosi, oltre a comportare pesanti ripercussioni penali, arrechino un danno incalcolabile all’ecosistema e rappresentino un grave pericolo per la sicurezza collettiva.

I carabinieri forestali invitano la popolazione alla massima collaborazione: in caso di avvistamento di incendio, si raccomanda di chiamare prontamente il numero di emergenza ambientale 1515 o il NUE 112. La prevenzione, unita alla tempestività della segnalazione, è l’arma più efficace per proteggere il nostro patrimonio boschivo, specialmente in una stagione estiva segnata da temperature elevate e condizioni climatiche che favoriscono la propagazione delle fiamme.


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10 luglio, 2026

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