Arlena di Castro – Il ricorso presentato dal comune contro gli atti relativi alla possibile realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è stato dichiarato inammissibile dal Tar del Lazio.
La decisione è stata assunta dalla seconda sezione ter nella camera di consiglio del 14 luglio. Presidente del collegio Marco Bignami, relatore ed estensore il consigliere Achille Sinatra.
L’amministrazione comunale aveva impugnato la Carta nazionale delle aree idonee, pubblicata il 13 dicembre 2023 sul sito del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, nella parte in cui comprende zone ricadenti nel territorio di Arlena di Castro.
Il ricorso riguardava anche la precedente proposta delle aree potenzialmente idonee elaborata da Sogin, il parere tecnico dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione e altri atti collegati al procedimento.
I giudici non hanno esaminato nel merito le contestazioni sollevate dal comune e non hanno stabilito se il territorio sia o meno adatto a ospitare l’impianto.
Secondo il Tar, la procedura amministrativa non è ancora arrivata alla scelta definitiva del sito. Gli atti contestati rappresentano quindi passaggi preparatori di un percorso ancora in corso e non producono, al momento, conseguenze immediate per il comune.
Non vi è infatti alcuna certezza che una delle aree individuate venga successivamente selezionata per la costruzione del deposito. Per questo motivo manca, secondo il tribunale amministrativo, un interesse attuale all’annullamento degli atti.
Il comune potrà presentare un nuovo ricorso qualora vengano adottati provvedimenti che dispongano effettivamente la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nel territorio comunale.
Sulla decisione è intervenuto il sindaco di Arlena di Castro, Publio Cascianelli, ricordando che il ricorso era stato presentato anche da altri tre comuni del Viterbese.
“Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal comune di Arlena di Castro e da altri tre comuni del Viterbese contro la Cnai, la Carta nazionale delle aree idonee destinata a ricercare la futura localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”, ha dichiarato Cascianelli.
Il sindaco ha sottolineato che la pronuncia non rappresenta una valutazione sulla fondatezza delle contestazioni né un riconoscimento della validità della Carta.
“Anche se non è stato un giudizio sul merito, né una promozione della Carta, la decisione pronunciata dai giudici pone un veto sulla partita giudiziaria, che loro asseriscono essere infondata rispetto a un procedimento che non si è ancora concluso con l’individuazione definitiva del sito per il deposito delle scorie”, ha proseguito Cascianelli.
Secondo il primo cittadino, la Cnai costituisce ancora un passaggio intermedio dell’iter disciplinato dall’articolo 27 del decreto legislativo numero 31 del 2010.
“La Carta contestata, per i giudici, rappresenta ancora una fase intermedia del percorso previsto dall’articolo 27 del decreto legislativo numero 31 del 2010. Anche se certamente è un’appendice rilevante, non rappresenta l’atto finale di una decisione su dove effettivamente nascerà l’infrastruttura. I comuni potranno tornare davanti al giudice amministrativo solo quando sussisterà una scelta definitiva sul sito”, ha spiegato Cascianelli.
Nonostante la dichiarazione di inammissibilità, il sindaco assicura che l’amministrazione continuerà a seguire la vicenda.
“Fatta questa premessa, l’attenzione nel Viterbese e, in particolare, nel nostro comune resta alta. Voglio ricordare che in Italia le aree presenti nella proposta di Cnai sono 51 e ben 21 ricadono nella nostra provincia. Una concentrazione che, in termini territoriali, ha un grande peso”, ha affermato Cascianelli.
Il sindaco ha quindi richiamato l’incidenza delle aree della Tuscia rispetto al totale nazionale.
“Già da diverso tempo è stata quantificata, in modo orientativo, un’incidenza attorno al 40 per cento del totale, segnalando quanto la Tuscia continui a essere parte essenziale dello scenario nazionale del deposito delle scorie”, ha aggiunto Cascianelli.
Il primo cittadino ha ribadito la posizione contraria dell’amministrazione comunale, richiamando la vocazione agricola e turistica del territorio.
“La mia amministrazione rimane contraria al deposito, in particolare nel nostro comune, dove c’è un importante uso agricolo delle nostre aree e dove si sta risvegliando una vocazione turistica rivolta alle bellezze e alle tradizioni della nostra terra”, ha evidenziato Cascianelli.
Tra le ragioni dell’opposizione, il sindaco ha indicato anche le possibili conseguenze per la popolazione.
“Per non dimenticare, poi, l’impatto sulla salute dei cittadini, che sono in maggioranza in età avanzata e quindi appartenenti alla categoria dei fragili”, ha sottolineato Cascianelli.
Il sindaco ha infine assicurato che la posizione politica dell’amministrazione non cambierà e che gli sviluppi della procedura continueranno a essere seguiti.
“Anche se, per il momento, il nostro ricorso non ha avuto seguito per i motivi sopra esposti, in qualità di sindaco desidero esprimere con chiarezza la nostra posizione politica nei confronti di questo deposito, che mi vedrà sempre contrario e politicamente attento agli sviluppi, per il bene della comunità arlenese e, in generale, di tutta la Tuscia”, ha concluso Cascianelli.
Il Tar ha disposto la compensazione delle spese di giudizio tra tutte le parti.
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