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Montalto Marina - Il Tuscia in jazz for Sla alla sua quattordicesima tappa estiva

“Si può fare”, Italo Leali conquista il mare

di Patrizia Prosperi
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Montalto di Castro – Italo Leali sabato sera è andato al mare. Detta così sembra una notizia da niente, ed è invece la più grande dell’estate del Tuscia in jazz for Sla: era la sua prima permanenza di due giorni fuori casa da quando ha scoperto di essere malato di sclerosi laterale amiotrofica, esclusi i ricoveri ospedalieri. Due giorni in spiaggia che per lui significano tutte le apparecchiature necessarie al seguito, la Croce rossa di Ronciglione al fianco, i volontari e l’immancabile sostegno della sorella Alessia. Significano mettere a rischio la propria fragile vita. La riva conquistata metro per metro.

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach - Montalto - Italo Leali e Sarah Jane Olog

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach – Montalto – Italo Leali e Sarah Jane Olog


Eppure sabato, sulla spiaggia di Montalto di Castro, Leali è arrivato prima di tutti. Vigile, attento a ogni dettaglio perché tutto andasse bene: l’organizzatore esigente e intransigente di sempre, che nemmeno venticinque anni di festival e la malattia hanno cambiato, forse solo rafforzato. Intorno a lui, mentre il sole scendeva piano dietro il palco, la voce soul di Sarah Jane Olog e la chitarra di Luca Casagrande aprivano la serata, accompagnate dalla degustazione firmata da Carlo Zucchetti con una selezione di venti cantine della Tuscia: la gente ascoltava, si muoveva tra un bicchiere di vino e il battito delle mani a ritmo.

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach - Montalto - Sarah Jane Olog e Luca Casagrande

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach – Montalto – Sarah Jane Olog e Luca Casagrande


Poi, tra il primo e il secondo concerto, il momento che ha fermato la spiaggia. “Vi invito a guardare il tramonto – ha esordito Leali –. A voi sembrerà uno dei tanti che vedete ogni giorno. Ora guardate il bicchiere di vino e assaggiate. Sentite il sapore. Anche questo vi sembrerà normale. Sbagliate a non dare valore a queste due cose, come a tante altre. Quando si è malati di Sla, tutto questo diventa un ricordo indelebile e pesante dentro di te. Ci si pente di ogni tramonto perso, di ogni carezza non data a una figlia, di ogni parola non detta”.

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach - Montalto - Silvia Barba e Pippo Matino

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach – Montalto – Silvia Barba e Pippo Matino


E ancora: “Quando si vive chiusi in casa, un tramonto come questo diventa un dono raro. Dentro questi corpi inermi ci sono anime e menti lucide. Dentro questo corpo che vedete qui adesso ci sono io, lo stesso che c’era prima”.

Nel discorso anche la rabbia verso un mondo che spende in armi invece che in cure e i numeri che scuotono: cinquanta casi attivi di Sla nella provincia di Viterbo, otto negli ultimi dieci anni nella sola Ronciglione, dove oggi l’unico superstite è lui. “Dobbiamo capire perché in una provincia di duecentosessantamila abitanti si muoia così tanto di Sla. Io questa risposta la pretendo”.

Infine il grazie alla sindaca Emanuela Socciarelli, che ha accolto la sua “provocazione costruttiva”: ospitare per due giorni un malato di Sla e verificare sul campo quanto Montalto sia davvero accessibile.

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach - Montalto - Sarah Jane Olog e Luca Casagrande

Tuscia in Jazz for Sla on the Beach – Montalto – Sarah Jane Olog e Luca Casagrande


La seconda parte della serata è stata affidata a Silvia Barba e Pippo Matino con il loro omaggio a Lucio Dalla: le canzoni più belle e note, che hanno portato il pubblico a cantare e ricordare. Il finale, struggente, con “La canzone dei vecchi amanti”, il capolavoro di Jacques Brel in italiano con passaggi in francese, ha chiuso una serata dai toni delicati e dalle sfumature dolci.

Si è replicato poi domenica, con le degustazioni di Zucchetti, il tributo alla black music di Fulvio Tomaino e Luca Casagrande e, alle 21,30, Rosario Giuliani e Luciano Biondini con “Cinema Italia”, omaggio alle colonne sonore di Morricone e Rota. I concerti sono stati a ingresso gratuito, con donazioni libere per la ricerca contro la Sla.

E la prova sul campo, quella vera, l’ha vinta la spiaggia di Montalto di Castro. Il verdetto è dello stesso Italo Leali, tre parole che pesano più di qualunque bandierina: “Si può fare”.

Patrizia Prosperi


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20 luglio, 2026

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