Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le tariffe dei servizi locali continuano a crescere. Nel periodo compreso tra il 2011 e l’estate 2013 a fronte di un incremento dell’11.4% delle tariffe nazionali quelle locali hanno auto una impennata del 28.5%.
Guida la classifica con un aumento record l’acqua potabile (+41.3%), i trasporti urbani (+26.2%) e i rifiuti solidi urbani (+25.2%). Forte l’incremento anche delle tariffe energetiche (+24.5%).
E’ questo che emerge da uno studio dell’ufficio economico della Confesercenti nazionale dove ci si chiede “se questa inflazione tariffaria finirà per vanificare gli effetti di una inflazione generale in rallentamento con beneficio nel potere d’acquisto delle famiglie e quindi una timidissima possibilità di ripresa dei consumi”.
Lo stesso studio ha calcolato anche il peso gravante sulle imprese e le famiglie con dovuto all’istituzione della Tares, con il Decreto Salva Italia: è infatti stabilita la copertura dei costi di esercizio e investimento, elemento non previsto nel regime Tarsu e la maggiorazione per servizi indivisibili come Polizia municipale, illuminazione pubblica e verde pubblico.
“Il nuovo tributo – dice il presidente della Confesercenti di Viterbo Vinicio Di Girolamo, commentando lo studio della Confederazione – avrà un impatto pesantissimo per tutte le categorie che registrano aumenti sostanziosi.
In particolare, le imprese che registrano gli aumenti più consistenti sono gli esercizi di ristorazione e vendite al dettaglio di generi ortofrutticoli”.
“Per quanto riguarda il settore dei pubblici esercizi in genere, alberghi, ristoranti, etc, la Tares avrà un effetto devastante sulla competitività del nostro turismo – commenta Vincenzo Peparello direttore area sviluppo della Confesercenti e responsabile settore turismo regionale – che inevitabilmente ricadrà sulle tariffe, ma quello che preoccupa di più è l’effetto sull’occupazione nel settore peraltro chiuso con un saldo negativo nella stagione appena passata.
In una situazione di grande crisi economica come quella attuale con conseguenze sui consumi delle famiglie, la Tares – con incrementi per esercizi commerciali e pubblici esercizi che arrivano anche al 45% / 65% – finirà per far soccombere ancora migliaia di imprese con il conseguente impoverimento del territorio nazionale in particolare quello a vocazione turistica”.
Un appello infine lanciato dal presidente della Confesercenti di Viterbo a tutti i sindaci della Provincia nell’applicazione delle tariffe Tares. In tal senso è prevista a breve una iniziativa della Confesercenti provinciale con i Sindaci della Provincia e un rappresentante dell’ Anci Nazionale”.
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