Viterbo – Centro aziendale della Roccaccia, gestione positiva. Come noto l’ente coltiva circa 300 ettari di terreno direttamente e in regime biologico.
Terreni divisi in rotazione triennale, tra grano, foraggio e altra coltura cerealicola come previsto dalla condizionalità e dalle pratiche del regime biologico. Coltivazione funzionale all’allevamento zootecnico della razza bovina maremmana, biodiversità animale di interesse e per molto tempo a rischio di estinzione.
Un’annata agraria, quella scorsa, che porta a risultati importanti. Notevolmente aumentata la produzione di foraggio, grazie alle abbondanti precipitazioni della primavera scorsa. In media con la produzione generale il comparto cereali, nonostante i danni provocati dai cinghiali.
Soddisfazioni anche dall’allevamento di cavalli e bovini maremmani. Un esempio di azienda pubblica in attivo. Programmazione e professionalità dei dipendenti sono elementi fondamentali.
Il regime biologico è una scelta a difesa dell’ambiente e dei consumatori, ma estremamente condizionata dai fattori climatici, tanto più nella zona della Roccaccia. Le critiche degli anni scorsi sulla produzione di foraggio ingiuste e sbagliate, i numeri di quest’anno parlano di quantitativi più che raddoppiati, grazie al clima favorevole.
Il centro aziendale è anche meta di scolaresche. Ogni anno decine di classi e non solo di Tarquinia vengono in visita all’azienda e passeggiano nel bosco lungo il sentiero Lucignolo. Amico della Roccaccia, scritto sul cappellino che ogni alunno riceverà in regalo in ricordo la sua vicinanza al bosco e alla natura.
Renzo Bonelli
Assessore Università Agraria
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