Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Oggi si è tenuta l’ultima tappa di Goletta dei Laghi nel Lazio, insieme al Circolo di Legambiente Lago di Vico, in collaborazione e nella sede della Riserva Naturale del Lago di Vico. Dalle analisi di Goletta, il Lago conferma l’assenza di reflui da mancata depurazione. L’ecosistema lacustre è però messo a dura prova dalla scarsità di ossigeno in acqua che diventa assenza totale dai 20 ai 50 metri di profondità.
L’albero sul lago di Vico
In un tale contesto, come dichiarato dal direttore Eugenio Monaco e il presidente Alessandro Puntuale, la Riserva Naturale è impegnata nel gestire la collaborazione tra agricoltori, amministrazioni, associazioni, operatori turistici e cittadini per la tutela del lago di Vico, anche in risposta alla sentenza del consiglio di stato del 2024 che riconosce un nesso di causalità tra azione antropica agricola ed eccesso di nutrienti nel lago.
È stato presentato anche il progetto Eurolakes in collaborazione con l’Università della Tuscia che, con un approccio partecipato per rispondere alla criticità del lago di Vico, ha individuato e realizzerà, a titolo dimostrativo, le azioni più condivise che guardano anche a soluzioni del passato a partire dalla ricostituzione di muretti a secco che possono fare da freno al rischio idrogeologico.
“Il bellissimo lago di Vico, soffre a causa di troppi decenni di pratiche antropiche che hanno fatto accrescere a dismisura i nutrienti nel lago, oltre che per colpa dei cambiamenti climatici che si tramutano in riscaldamento dell’acqua e diminuzione di apporto idrico meteorico – dichiara Roberta Postiglioni presidente del circolo Legambiente lago di Vico e Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –. Le misure poste in essere sono tutte fondamentali, a partire dall’importantissimo impegno garantito della Riserva, così come quello del mondo agricolo che, cambiando profondamente il proprio modello, è l’attore protagonista di un possibile cambiamento positivo, dell’ecosistema e della qualità del lago.
Il valore di questi posti, del proprio portato economico per le comunità e del proprio ruolo nel contenimento degli effetti della febbre del pianeta, va rafforzato al meglio, investendo risorse sul parco e garantendo a comuni e comunità la possibilità di svolgere il proprio compito al meglio: noi non ci fermeremo mai e continueremo a andare spediti, insieme al mondo della ricerca e ai rappresentanti di istituzioni e aziende, perché il lago di Vico possa essere riscoperto per la sua bellezza ecologica in grado di generare economia green per chi lo vive quotidianamente”.
L’appuntamento, a cui hanno partecipato il sindaco di Caprarola, Angelo Brogna, i rappresentanti della cooperativa Cpn (Cooperativa Produttori Nocciole), Mauro Petti e Gianluca Santinelli, il presidente e il direttore della Riserva, il già dirigente tecnologo Ispra Pietro Paris, Nicoletta Ripa e Raffaele Pelorosso dell’Università della Tuscia, si è concluso con una visita guidata della riserva.
Legambiente
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY