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Viterbo - Per recuperare la storica svista messe in atto procedure ma erano sbagliate - Il Tar ha condannato il comune al pagamento delle spese legali

Pasticcio a Santa Barbara, da 30 anni considerata strada pubblica invece una parte è privata

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Usata da 30 anni come strada pubblica, invece è un terreno ancora privato. Due particelle di piccole dimensioni su cui si è generato un grosso problema.

Si trova nei pressi del campo da rugby a Santa Barbara. I proprietari hanno fatto ricorso al Tar, che ha dato loro ragione e in commissione Bilancio è passato il debito fuori bilancio per le spese legali che palazzo dei Priori è stato condannato a pagare.

Viterbo - Commissione bilancio

Viterbo – Commissione bilancio


Ma poteva andare molto peggio, se le due particelle fossero state interessate dal progetto dello svincolo e rotatoria in zona.

“Si tratta di una parte della vecchia strada Santa Barbara – ricorda l’assessore Stefano Floris (Lavori pubblici) – tagliata fuori col semianello e dismessa. Poi è stata ricollegata con via del Campo Scolastico è stata asfaltata e diventata d’uso pubblico”, ormai da 30 anni”.

In tempi recenti è stata toccata dai lavori in zona. Solo marginalmente e le procedure messe in atto non erano quelle corrette, come hanno valutato i giudici.

Si tratta dello svincolo verso il Semianello e una rotatoria. Lì in parte ricadeva il cantiere, solo che quando sono arrivati gli operai a recintare, si è fermato tutto. I proprietari hanno fatto presente che stavano chiudendo una parte non pubblica.

Sono partite le procedure d’esproprio e occupazione d’urgenza, per recuperare la storica svista. Ma per via dirigenziale. Solo che la procedura da seguire è altra e anche l’urgenza non c’era, visto che quel punto non è interessato dai lavori in modo diretto.

“La giunta comunale al massimo dichiara il pubblico interesse di un bene privato – spiega Alvaro Ricci (Pd) – non è materia che può essere gestita con un decreto dirigenziale. Deve passare per il consiglio comunale e non esisteva nemmeno l’urgenza dell’esproprio, essendo fuori dal progetto da realizzare. E meno male. Se fosse stata dentro si rischiava pesantemente, per avere iniziato lavori su un’area non del comune. Si rischiava un bel pasticcio”.

Da qui il suggerimento da parte del capogruppo Pd: “A fronte di questa sentenza, il comune non ricorra al consiglio di stato, potrebbe voler dire solo aggravare i costi, anzi, suggerisco di aprire una trattativa coi privati e chiudere la questione”. 

Adesso ci sono le spese legali da sostenere, ma i privati potrebbero pretendere pure altro.

Giuseppe Ferlicca


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24 luglio, 2026

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