Viterbo – Giovedì sera nel cuore del quartiere medievale un tuffo nell’India classica con Rosella Fanelli. L’appuntamento con il “Recital di Kathak” si terrà il 30 luglio, alle ore 19, presso la Galleria d’Arte Claudio Morucci, in via San Pellegrino 2, a Viterbo. Guidati da Rosella e dalle note del santoor di Valerio Bruni, si esibiranno Arianna Jewel, astrofisica originaria di San Francisco negli Stati Uniti, e Rimon Miah, originario del Bangladesh, talentuosi allievi, immersi nella cultura indiana dello stile Kathak. Arianna Jewel racconta a Tusciaweb come è arrivata a Viterbo e il suo incontro con Fanelli e la danza kathak.
Danza kathak – Arianna Jewel e Rosella Fanelli
In un’epoca di globalizzazione e di crescente scambio culturale tra Oriente e Occidente, non è più così facile giudicare le cose dalle apparenze superficiali. Ad esempio, non si sospetterebbe mai che, passeggiando tra i vicoli del quartiere medievale di Viterbo, ci si possa imbattere in una vera e propria guru di danza classica indiana e yoga: Rosella Fanelli.
Quando ho incontrato Rosella per la prima volta nell’estate del 2023, studiavo astrofisica in un’università della California e vivevo a Viterbo per un programma di scambio.
Sebbene avessi sempre amato la musica e il movimento espressivo, nell’universo iperrazionale della fisica avevo iniziato a sentirmi disconnessa dalla mia dimensione creativa e spirituale. Il mio cuore desiderava ardentemente un modo per integrare la parte intellettuale, quella artistica e quella spirituale della mia persona.
Leggevo con avidità libri sulle religioni del mondo e studiavo varie forme di vita monastica, eppure sentivo che le mie ricerche non facevano che aumentare il mio senso di frammentazione interiore, risuonando ancora, per lo più, a un livello puramente intellettuale.
Poi, un giorno, nel bel mezzo dei miei studi a Viterbo, ho conosciuto Rosella Fanelli: la donna che mi avrebbe guidata nel risanare questa frattura interiore e che mi avrebbe rivelato come unire i diversi tasselli della mia vita — la matematica, la musica e la filosofia — attraverso un’unica forma d’arte: il Kathak.
Il Kathak, una forma coreutica classica indiana millenaria, affonda le sue profonde radici sia nella cultura dei templi induisti che in quella delle elitarie corti musulmane dell’India del Nord. Unendo una complessa matematica ritmica a un lavoro dei piedi (Tatkar) elegante e alla mimica facciale (Abhinaya), il Kathak coinvolge sia la mente che le emozioni. È una disciplina ricca di apparenti contraddizioni: seguire un rigore severo e attenerti a regole strette ti porta a scoprire un profondo senso di libertà; imparare a indossare molteplici maschere a tuo piacimento ti connette con le tue emozioni più autentiche; e sul palcoscenico devi esprimere la tua devozione più intima.
Questi contrasti e la tensione che generano nel tempo espandono la consapevolezza del praticante e la sua capacità di esprimersi in modo sia efficace che meraviglioso. Tuttavia, tali dualità che si ricompongono nel Kathak sembrano opposte solo a un livello superficiale. Più ci si addentra nella pratica, più si scopre che questi poli divergenti — libertà e disciplina, finzione e sincerità, pubblico e privato, così come sacro e profano — si fondono nell’esperienza incarnata dell’arte stessa.
Rosella Fanelli è cresciuta a Viterbo e da giovane si è recata in India per studiare yoga e Kathak, vivendo a Lucknow per 15 anni come danzatrice insieme al suo guru Pt. Arjun Mishra.
La sua maestria in entrambe le discipline crea un connubio unico che si fonde perfettamente nel suo insegnamento: lo stile di Rosella proietta i principi dei Yoga Sutra di Patanjali sugli elementi fondamentali del Kathak, incoraggiando lo studente a sviluppare contemporaneamente forza fisica e spirituale.
Lei mi ha insegnato che il Kathak è molto più di una semplice espressione del corpo: è un cammino alchemico dell’anima, un percorso per imparare a esprimere energie macrocosmiche in un involucro microcosmico, unendo l’intelletto al cuore, il ‘distacco’ yogico alla passione artistica. Sarò eternamente grata alla mia guru Rosella per avermi svelato, a poco a poco, la profonda bellezza di questa disciplina e per continuare a farmi da guida nella danza della vita, con compassione e grazia.
Arianna Jewel
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