Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Le previsioni sul piano sanitario regionale se confermate dichiareranno la fine del nostro ospedale.
Da quello che si apprende per il nostro ospedale sarebbe previsto il “week surgery” In pratica, in chirurgia i ricoveri il sabato e la domenica non saranno consentiti.
Quindi, l’importanza degli interventi chirurgici sarà ridotta e così salterebbe anche la terapia subintesiva (per un’unghia incarnita non servirebbe…) se confermata questa previsione, sarebbe la mazzata finale per l’Andosilla.
L’ennesimo atto oltraggioso verso una struttura ospedaliera che (al contrario di Viterbo) ha una mobilità sanitaria in entrata, a fronte di un esodo sanitario provinciale che dovrebbe far riflettere i cervelloni della sanità viterbese e regionale.
Già nel precedente piano sanitario regionale l’allora presidente Renata Polverini ha chiuso nel Lazio ben 17 ospedali e ha tagliato di 3000 posti letto, per ripianare un bilancio deficitario – grazie alla gestione del centro destra – con questa scellerata politica di falso risanamento ha celebrato i funerali della Sanità nel Lazio e l’Andosilla ne sta pagando le conseguenze, ci hanno chiuso ostretricia e ginecologia, terapia intensiva è stata declassata a sub intensiva, i lavori per il potenziamento del pronto soccorso fermati, per questo chiediamo che i soldi che erano stati previsti per potenziare il pronto soccorso vengano subito messi in campo e auspichiamo che il presidente della regione lazio non segua la strada già percorsa dalla precedente giunta, non tollereremo più altri attacchi al diritto alla salute, ribadiamo con fermezza la nostra contrarietà a questa ipotesi di piano regionale.
Partito della rifondazione comunista
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