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Cronaca - Chiusa l'indagine sulla morte della cavalla soccorsa a Orte il 2 maggio 2025 e deceduta un mese dopo: "Il decesso è riconducibile a una patologia irreversibile" - L'associazione Horse-Angels Odv: "La nostra battaglia continua, rilanciamo il dibattito sulla normativa che disciplina il fine vita degli animali"

Caso Alba Radiosa, la procura archivia l’indagine: “Nessun maltrattamento, era gravemente malata”

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Orte – (fed.foc.) – Caso Alba Radiosa, la procura archivia: “Nessun maltrattamento, era gravemente malata”.

La procura della Repubblica ha disposto l’archiviazione del procedimento penale relativo al caso di Alba Radiosa, la cavalla soccorsa a Orte il 2 maggio 2025 e morta il successivo 2 giugno, escludendo l’ipotesi di maltrattamento.

Alba Radiosa

Alba Radiosa


A renderlo noto è l’associazione che aveva preso in carico l’animale, spiegando di aver appreso dell’esito dell’inchiesta solo dopo aver avuto accesso agli atti tramite il proprio legale, l’avvocato Claudia Manca del Foro di Viterbo.

Secondo quanto emerge dal provvedimento, la procura, sulla base della testimonianza di un vicino e della perizia veterinaria acquisita nel corso delle indagini, ha ritenuto che Alba fosse affetta da una desmite del legamento sospensore in fase irreversibile, una condizione clinica incompatibile con la guarigione e già evidente al momento del recupero. Per gli inquirenti, quindi, il decesso è stato determinato dal naturale decorso della patologia e non da condotte penalmente rilevanti.

L’associazione fa sapere che, su indicazione del proprio legale, non presenterà reclamo contro l’archiviazione. Rispettiamo la decisione della magistratura, ma la nostra posizione non cambia. Allo stato attuale della normativa non esistono margini giuridici per procedere, tuttavia resta aperto un interrogativo etico che nessuna archiviazione può cancellare”, si legge nella nota diffusa nelle scorse ore.

Alba Radiosa

Alba Radiosa


Al centro della riflessione non c’è soltanto l’esito giudiziario, ma il tema della tutela degli animali affetti da patologie irreversibili. “La legge italiana continua a non tutelare adeguatamente gli animali affetti da sofferenze gravi e senza possibilità di guarigione. Garantire una buona morte, quando non esiste alcuna prospettiva terapeutica, è un dovere morale prima ancora che un atto medico”, sostiene l’associazione.

Nell’appello di Horse-Angels Odv viene ripercorso anche quanto accaduto nelle settimane successive al recupero della cavalla. Il caso, divenuto rapidamente virale sui social network, aveva suscitato una forte mobilitazione dell’opinione pubblica, tra appelli per tentare ogni possibile cura e richieste di individuare eventuali responsabilità del proprietario.

“Quando abbiamo preso in carico Alba, i veterinari non se la sono sentita di procedere immediatamente con l’eutanasia. Nel frattempo il caso era esploso sui social e abbiamo tentato l’impossibile, consultando anche cliniche estere e valutando interventi complessi. Tutti i pareri hanno confermato l’assenza di possibilità di recupero. A quel punto l’unica scelta eticamente sostenibile era accompagnarla con cure palliative, terapia del dolore e dignità fino alla fine”, afferma ancora l’associazione.

Orte - Il cavallo portato in salvo

Orte – Il cavallo portato in salvo


Da qui l’appello per una modifica della normativa. Finché la legge non cambierà, situazioni come questa rischiano di ripetersi. Accompagnare un animale con dignità nell’ultimo tratto della sua vita non significa arrendersi: è la forma più alta di cura. Continueremo a chiedere che sia la legge a stabilire con chiarezza il dovere di abbreviare le sofferenze quando non esiste più alcuna possibilità di guarigione”, conclude il comunicato.

Con l’archiviazione si chiude dunque il capitolo giudiziario della vicenda di Alba Radiosa. Resta invece aperto il dibattito, sollevato dall’associazione, sul rapporto tra tutela del benessere animale, ricorso all’eutanasia nei casi irreversibili e quadro normativo vigente.


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5 agosto, 2026

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