Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Basta una fotografia. Un gazebo bianco piantato sotto le arcate di piazza del comune, transenne di ferro, teli di plastica, cartoni ammassati a vista, frigoriferi brandizzati e cartelli appesi ai pali con su scritto ‘bar’, ‘drink list’, ‘Price list’. In inglese, sotto la loggia di un palazzo storico. È questo il biglietto da visita che l’amministrazione Frontini offre a cittadini e visitatori nel cuore monumentale di Viterbo, nel mese di maggiore affluenza. Una fotografia che, purtroppo, racconta molto più di mille dichiarazioni”. Così, in una nota, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia del Comune di Viterbo.
Viterbo – L’allestimento a piazza del Comune
“Non è una questione estetica da parrucconi — proseguono i consiglieri — è una questione di rispetto. Piazza del Comune non è un piazzale di periferia né il retro di una sagra: è il salotto istituzionale della città, il luogo che rappresenta Viterbo nelle fotografie di chiunque arrivi qui. Nessuna città che si rispetti autorizza in un contesto simile un allestimento improvvisato, senza uno straccio di disciplinare su materiali, colori, ingombri, segnaletica. Altrove esistono linee guida precise per gli allestimenti temporanei nei contesti monumentali. A Viterbo, evidentemente, si va a occhio”.
“Ma c’è un secondo aspetto, ancora più serio, che riguarda il lavoro e non soltanto il decoro. In quella piazza e nelle vie che vi si affacciano operano esercizi commerciali che pagano affitto, tributi, Tari, suolo pubblico, personale e contributi, e che tengono la saracinesca alzata dodici mesi l’anno, anche a gennaio, anche quando il centro è deserto. Vedersi montare a pochi metri dalla propria porta una postazione di somministrazione temporanea, con listino esposto e birra alla spina, significa vedersi sottrarre proprio quegli incassi di stagione che servono a compensare i mesi vuoti. È una concorrenza che nasce su condizioni economiche del tutto diverse, e su questo l’amministrazione deve una risposta pubblica”.
Viterbo – L’allestimento a piazza del Comune
“Chiediamo pertanto formalmente all’amministrazione — aggiungono dal gruppo di Fratelli d’Italia — di rendere noto in base a quali criteri vengono autorizzate queste postazioni all’interno degli eventi patrocinati o organizzati dal Comune, a quali condizioni economiche, con quali obblighi in materia di decoro e allestimento, e soprattutto se le associazioni di categoria e gli esercenti del centro storico siano stati preventivamente consultati. Abbiamo motivo di ritenere che non lo siano stati. Saremmo felici di essere smentiti, con atti alla mano”.
“Il punto vero, però, non è il singolo evento: è il metodo — sottolineano i consiglieri —. Da anni assistiamo a un calendario costruito per accumulo, senza una direzione, senza un filo, senza una selezione di qualità. Si riempiono le date, non si costruisce un progetto culturale. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: eventi che si somigliano tutti, allestimenti raffazzonati, nessuna ricaduta strutturale sul tessuto economico, nessuna crescita del pubblico. La cultura non è un tappabuchi estivo. È programmazione, è visione, è cura del dettaglio. Tutte cose che a questa amministrazione mancano da tempo”.
“E allora la domanda diventa inevitabile: di che cosa parliamo, esattamente, quando parliamo di candidatura a capitale della cultura? Con quale credibilità chiediamo di essere valutati come città d’arte se poi, nella nostra piazza più rappresentativa, il meglio che sappiamo mettere in scena è un gazebo con i cartoni a vista? Le candidature non si vincono con i comunicati stampa: si vincono dimostrando ogni giorno, in ogni dettaglio, di saper trattare la propria città con rispetto. Su questo, oggi, siamo lontanissimi”.
Il gruppo annuncia infine tre iniziative consiliari: “Presenteremo una richiesta di accesso agli atti sulle autorizzazioni relative alle postazioni di somministrazione nelle piazze del centro storico; chiederemo la convocazione della commissione competente per discutere l’adozione di un disciplinare comunale sugli allestimenti temporanei nei contesti monumentali, sul modello già adottato da altre città d’arte; e sollecitiamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con le associazioni di categoria e con gli esercenti del centro. Non per fare polemica: per evitare che l’estate prossima si debba scattare la stessa, imbarazzante fotografia”.
“Viterbo merita molto di più — conclude il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia —. Merita un’amministrazione che, prima di autorizzare, si prenda la briga di guardare come viene lasciata la piazza. Perché la qualità, in una città d’arte, non è un dettaglio: è esattamente il mestiere”.
Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia Viterbo
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