Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Archeologia - Necropoli scoperta a Ferento - Le ipotesi della Soprintendenza per la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale - Venne usata per sette secoli

Aristocratici etruschi e membri di famiglie romane emergenti sepolti nelle 25 tombe

Condividi la notizia:

Viterbo – Aristocratici etruschi, membri di famiglie locali emergenti dell’età romana e individui di “rango sociale modesto” nella fase imperiale. Potrebbero essere questi i gruppi sociali a cui erano riconducibili le persone sepolte nelle 25 tombe della necropoli riemersa in località Casalaccio, tra i comuni Viterbo e Vitorchiano, nel territorio intorno all’antica città Ferento e all’insediamento dell’Acquarossa.

Necropoli del Casalaccio - Le tombe 5, 10 e 11 della necropoli viste dall'alto

Necropoli del Casalaccio – Le tombe 5, 10 e 11 della necropoli viste dall’alto


A ricostruirlo è la relazione della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, che attraverso l’analisi di tombe, corredi e contesto storico prova a delineare il profilo dei defunti.

La notizia della scoperta della necropoli pubblicata da Tusciaweb ha suscitato grande clamore. Il sito, subito sottoposto alla tutela del ministero della Cultura per il suo interesse archeologico, è emerso durante i lavori per la posa di un cavidotto ad alta tensione, in prossimità della stazione elettrica della Terna. Gli scavi hanno portato alla luce 25 tombe, tra sepolture a camera e a fossa, utilizzate dal V secolo avanti Cristo fino al II secolo d.C.

Necropoli del Casalaccio - La planimetria dell'area di scavo

Necropoli del Casalaccio – La planimetria dell’area di scavo


La relazione storico-artistica individua tre momenti principali nello sviluppo di questa parte di territorio della Tuscia e delle comunità che lo abitavano. La prima fase è quella etrusca. La Soprintendenza spiega che “in epoca arcaica e tardo-arcaica si rileva una diffusione di nuclei necropolari che suggerisce l’esistenza di insediamenti rurali coevi e l’organizzazione territoriale in ampi appezzamenti fondiari gestiti dall’aristocrazia gentilizia”. In altre parole, il territorio era organizzato attorno a grandi proprietà agricole controllate da gruppi aristocratici etruschi, che concentravano nelle proprie mani terre e risorse.

A questa fase potrebbero essere collegate “le tre piccole tombe a camera databili nel corso del V sec. a.C. messe in luce nel settore orientale” della necropoli di Casalaccio.

Successivamente, nel IV secolo avanti Cristo, il territorio attraversa una fase di trasformazione: “Si registra una proliferazione di necropoli correlate a oppida di dimensioni contenute”. Gli oppida erano piccoli centri abitati fortificati, spesso sorti in posizione strategica con funzioni difensive.

Con la conquista romana dell’Etruria cambia ulteriormente il quadro sociale. La relazione evidenzia che “a partire dall’età repubblicana, in seguito alla conquista romana dell’Etruria, e durante l’età imperiale, Ferento si consolida come il principale polo urbano dell’area”.

Necropoli del Casalaccio - La tomba 17, l’unica a conservare i segnacoli superficiali (due grosse pietre calcaree verticali) in corrispondenza del capo dell’inumato

Necropoli del Casalaccio – La tomba 17, l’unica a conservare i segnacoli superficiali (due grosse pietre calcaree verticali) in corrispondenza del capo dell’inumato


In questo periodo il territorio viene riorganizzato e le tombe a camera di Casalaccio riferibili alla tarda età repubblicana “mostrano strette analogie tipologiche con sepolcri attestati nei dintorni di Ferento” e sono “verosimilmente da attribuire a famiglie locali emergenti”.

Infine, nel momento di pieno consolidamento della presenza romana, “si sviluppa il nucleo occidentale della necropoli, con inumazioni entro fossa dalle soluzioni più varie per ciò che riguarda il tipo di copertura”. Queste sepolture erano “probabilmente destinate a individui di rango sociale modesto”, mostrando come l’area funeraria fosse utilizzata nel tempo da gruppi sociali differenti.

Tra i reperti rinvenuti nei corredi funerari ci sono ceramiche, lucerne, monete, balsamari, oggetti in bronzo e materiali personali. Tra i ritrovamenti più particolari anche un orecchino d’oro trovato in una sepoltura infantile: nella tomba 16 la relazione specifica che “l’unico corredo consisteva in un orecchino d’oro”.

Il valore della necropoli sta soprattutto nella sua lunga continuità di utilizzo. Il ministero della Cultura ha sottolineato che il sito costituisce “un insieme di notevole rilevanza dal punto di vista storico e topografico per la lunga continuità d’uso che la caratterizza (dal V sec. a.C. sino almeno alla media età imperiale)”.


Articolo: Ferento, scoperta una vasta necropoli con 25 tombe


Condividi la notizia:
18 agosto, 2026

Necropoli del Casalaccio ... Gli articoli

  1. Ferento, scoperta una vasta necropoli con 25 tombe

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/