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Viterbo - Don Massimiliano Balsi: “Oggi torniamo a casa di Rosa, la festa e tutto quello che comporta, è arrivata dopo”

Dopo anni la casa di Santa Rosa riapre alle celebrazioni

di Irene Temperini
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Viterbo - Messa nella casa di Santa Rosa - Don Massimiliano Balsi

Viterbo – Messa nella casa di Santa Rosa – Don Massimiliano Balsi

Viterbo - La casa di Santa Rosa

Viterbo – La casa di Santa Rosa

Viterbo - Messa nella casa di Santa Rosa

Viterbo – Messa nella casa di Santa Rosa

Viterbo - La casa di Santa Rosa

Viterbo – La casa di Santa Rosa

Viterbo - Messa nella casa di Santa Rosa

Viterbo – Messa nella casa di Santa Rosa

Viterbo – Stamattina alle 9, celebrata da don Massimiliano Balsi, vicario episcopale per la cultura, la formazione e le tradizioni della diocesi di Viterbo, la prima messa della novena a Santa Rosa.

Un’occasione speciale per riaprire la casa di Rosa alle celebrazioni dopo anni, come sottolineato dal sacerdote all’inizio della funzione.

“L’ultima volta che abbiamo celebrato qui – ha detto Balsi – è stato prima del Covid. Oggi torniamo a casa di Rosa. E credo sia profondamente bello ritrovarci qui, soprattutto in questi giorni di festa, nell’essenzialità di ciò che Rosa ha vissuto.

La festa, e tutto quello che comporta – ha sottolineato Balsi – è arrivata dopo. Rosa all’inizio ha vissuto nell’intimità di questa casa il suo incontro con il signore, e si è lasciata educare alla vita”.

Il vicario episcopale ha poi ripercorso la vita e la storia di Rosa, intrecciate profondamente con Viterbo.

“Una vita – ha detto Balsi – vissuta poi come sappiamo al servizio di questa città. Rosa ci dà subito con le parole del Vangelo di oggi una bella scrollata. Ci dice di non essere ipocriti, di non fermarci solo all’esteriorità. L’esteriorità – ha detto ancora il sacerdote – anche se bella ha un senso solo se mette in gioco il nostro cuore.

Il Vangelo di oggi ci dice di non essere ipocriti, di non fermarci all’esteriorità. Dobbiamo essere capaci come Rosa di metterci in azione, non soltanto sul piano religioso. Ma umano”.

E poi il riferimento alla tempra di Rosa, ‘la santa agitata’, come l’ha definita Papa Francesco.

“La fede, e Rosa ce lo insegna – ha proseguito Balsi – non deve limitarsi a farci battere il petto in chiesa e basta. Deve aiutare a cambiare il nostro cuore. Deve cambiarci per poi farci cambiare il mondo”.

Infine il riferimento a un Papa, San Giovanni Paolo II, che a Viterbo ci è venuto due volte, e che ha assistito all’emozionante trasporto straordinario della macchina di Santa Rosa svolto in suo onore.

“Giovanni Paolo II ci ricordava – ha sottolineato il sacerdote – che non c’è pace senza giustizia. Ma non c’è giustizia senza misericordia. Un valore importantissimo in questo senso è la fedeltà. Dobbiamo essere fedeli: dobbiamo restare nelle nostre case, famiglie, comunità, nella nostra città. Rosa ci insegna a stare.

In questa città Rosa c’è stata anche quando era rischioso. Rosa è stata esiliata. Ma quando ha potuto è tornata. Ci insegni Rosa a restare, con fedeltà, verità e misericordia. Ci insegni a vivere non nella perfezione della forma, ma nella verità dell’amore nel cuore”.

Irene Temperini


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25 agosto, 2026

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