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Cronaca - L’intervento di Claudio Margottini alla 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli

Civita di Bagnoregio e la proposta del Geoparco delle terre sospese sbarcano a Rimini

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Claudio Margottini

Claudio Margottini

Rimini - Claudio Margottini al 47esimo Meeting per l’amicizia fra i popoli

Rimini – Claudio Margottini al 47esimo Meeting per l’amicizia fra i popoli

Rimini – Riceviamo e pubblichiamo –  L’associazione La Spinosa è presente alla 47esima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli con il proprio socio Claudio Margottini, intervenuto sul tema della valorizzazione dei borghi minori e delle aree interne in un evento organizzato dall’Associazione Civita di Roma.

Un intervento che ha unito lo sguardo del geologo, che misura la fragilità fisica dei luoghi, e quello dello sviluppo territoriale, che ne misura la fragilità economica.

Il punto di partenza è una constatazione scomoda: le politiche che trattano il borgo come “prodotto da promuovere’ falliscono, quelle che lo trattano come sistema economico da ricostruire funzionano. “Essere belli non basta”, ha osservato Margottini: “tutto va trasformato in una promessa, in una forma di vita capace di produrre futuro”.

Le cifre. Secondo Istat ed il Piano Strategico Nazionale Aree Interne, oltre 3.800 comuni italiani sono aree interne: il 48,5% del totale, 13,3 milioni di abitanti pari al 22,6% della popolazione. Le proiezioni indicano un –8,7% di residenti tra il 2023 e il 2043, con l’82,1% dei comuni in declino. Non è solo un tema turistico: è erosione di servizi, capitale umano e capacità amministrativa. E con la chiusura del Pnrr nel 2026 la domanda cambia: non più come ottenere il finanziamento, ma come far vivere ciò che è stato finanziato.

Il genius loci come criterio. Al centro dell’intervento il concetto di genius loci: nel pensiero romano la divinità protettrice di un luogo specifico, oggi reinterpretato come quell’essenza irripetibile che nasce dall’intreccio di elementi naturali, architettonici, storici e culturali con le comunità che quel luogo abitano o hanno abitato.

È un criterio operativo, non un’immagine retorica: quando l’Unesco iscrive un sito nella Lista del Patrimonio Mondiale riconosce esplicitamente l’eccezionalità del luogo e l’unicità mondiale di questo. A scala diversa, questo concetto deve guidare le politiche di valorizzazione dei borghi e delle aree interne.

Su questo terreno Margottini porta un’esperienza diretta: ha lavorato in circa un centinaio dei 1.250 siti Patrimonio dell’Umanità distribuiti in oltre 170 Paesi. Il rischio opposto è che una comunità che si limita a contemplare la propria bellezza non produce né attrattività né futuro.

Civita di Bagnoregio. Il caso studio è il borgo etrusco sorto su uno sperone di tufo poggiante su argille consumate da frane ed erosione, noto per la formula di Bonaventura Tecchi, “la città che muore”. Su questi temi da quarant’anni opera l’Associazione Civita, di cui Margottini fu uno dei primi partecipanti, con risultati tali che il problema si è rovesciato: allo spopolamento è subentrata la sproporzione tra una comunità residente ridottissima e flussi turistici enormemente superiori. Sul fronte della tutela Civita è ormai un vero laboratorio naturale: le iniziative sono oggi coordinate da un comitato scientifico composto dei maggiori esperti italiani di scienze della terra, caso forse unico per un piccolo borgo. “La sfida non è più soltanto consolidare la rupe”, ha affermato Margottini: “consiste nel capire quale Civita si vuole salvare: il borgo storico, il paesaggio dei calanchi, la comunità residua, la sua capacità di produrre ancora vita reale oltre l’immagine che milioni di visitatori vengono a cercare“.

Il Geoparco delle terre sospese. Da qui la proposta illustrata al Meeting: il Geoparco delle Terre Sospese. Un geoparco è un territorio con un patrimonio geologico di rilevanza internazionale — i geositi — tutelato e valorizzato attraverso una strategia di sviluppo sostenibile e il coinvolgimento attivo delle comunità locali, con confini definiti, una governance riconoscibile e un ruolo attivo nell’economia del comprensorio. Il tutto senza l’aggiunta di vincoli territoriali ma con la possibilità, dopo 12 mesi di corretto funzionamento, di divenire Geoparco Unesco.

L’area individuata si estende tra Civita di Bagnoregio, nel cuore della Tuscia viterbese, e Calcata, nella valle del Treja alle porte di Roma: uno dei paesaggi geologici più straordinari d’Italia e d’Europa. Qui i prodotti dei vulcani Vulsino, Cimino e Sabatino — tufi e lave — depositatisi al di sopra di argille marine sono stati e sono tuttora erosi dai fiumi Paglia e Tevere, generando rilievi isolati e pinnacoli che emergono dai fondivalle argillosi come isole sospese nel tempo. Su quelle guglie l’uomo ha costruito insediamenti ininterrotti sin dall’epoca etrusca: paesaggi culturali in cui le forze della natura che tendono a smantellare i rilievi sono state contrastate, per secoli, dall’azione umana.

Le leve. L’intervento si è chiuso indicando le leve su cui far forza, ordinate per capacità di generare reddito locale ricorrente e non semplice visibilità: identificare i veri elementi di vera eccellenza del territorio (genius loci); costruire un brand unico; filiere agroalimentari e forestali con trasformazione in loco; energia e servizi ambientali; turismo lento ed esperenziale, che genera ricchezza solo se la ricettività è diffusa e di proprietà locale ed acquista prodotti del territorio; riuso del patrimonio edilizio e lavoro a distanza; servizi essenziali come infrastruttura economica. Una regola le attraversa tutte: ragionare per area e mai per singolo comune, partire dalla domanda e non dai bandi, mettere la gestione prima del progetto. Gli errori da evitare hanno nomi precisi: il «borgo museo», la monocultura turistica, il marketing prima della sostanza, la frammentazione in micro-progetti scoordinati.

Associazione Culturale “La Spinosa


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26 agosto, 2026

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