Viterbo – “Proprietà comunale, destinata a parcheggio, non rientrante tra le aree sottoposte alla manutenzione prevista dall’appalto del verde pubblico”. È quanto si legge nero su bianco in una lettera del settore VIII del comune di Viterbo relativa all’area di via Cava di Gorga dove, nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile scorso, un albero è crollato su un’auto parcheggiata, distruggendola.
Auto schiacciata dal crollo di un albero in via Cava di Gorga
Una circostanza che ora solleva più di un interrogativo. Perché, come emerge dai documenti, l’area viene indicata come di proprietà del comune, ma allo stesso tempo non compresa tra quelle oggetto di manutenzione nell’ambito dell’appalto del verde pubblico. E allora chi deve occuparsi della sua pulizia e della sua messa in sicurezza? Chi deve controllare lo stato di salute degli alberi, tagliare i rami secchi e pericolanti o provvedere allo sfalcio dell’erba?
A chiederselo è Michele Giuseppe Scaccuto, marito della proprietaria dell’auto finita sotto l’albero. Una vicenda che, oltre al danno materiale, ha aperto una disputa sulla manutenzione dell’area e sul mancato risarcimento.
In una prima comunicazione, datata 28 aprile 2026, il settore VIII del comune di Viterbo, rispondendo al settore giuridico e contenzioso in merito al sinistro del 31 marzo, scrive che si tratta di una “proprietà comunale, destinata a parcheggio non rientrante tra le aree in manutenzione nell’appalto del verde pubblico”.
Auto schiacciata dal crollo di un albero in via Cava di Gorga
In una successiva lettera, datata 29 luglio, la situazione viene ulteriormente ricostruita. Il settore VI precisa infatti che il tratto di strada interessato dal sinistro è di competenza dell’ente e che la caduta è stata provocata da un albero posto all’interno di un'”area a verde/patrimoniale di proprietà comunale”. Dopo il crollo, il primo aprile, una squadra di cantonieri del settore VIII, insieme a una pattuglia della polizia locale, era intervenuta per mettere in sicurezza la zona, effettuando il taglio e il trasporto in discarica del materiale caduto a terra “a tutela della pubblica incolumità”.
Due documenti che, secondo Scaccuto, presentano un’incongruenza. Da una parte un’area verde e patrimoniale di proprietà comunale, sulla quale è intervenuta anche una squadra del comune per rimuovere l’albero caduto. Dall’altra, la stessa area che non risulta inserita tra quelle sottoposte alla manutenzione prevista dall’appalto del verde pubblico.
“L’automobile di mia moglie è stata trovata sepolta dalla vegetazione. Un miracolo che all’interno non ci fosse nessuno. Un miracolo che non sia finita in tragedia – spiega -. Ma dopo il danno anche la beffa. E questo non mi sta bene: dal comune mi sono arrivate risposte e documenti a dir poco contrastanti. Documenti in cui si parla di area di proprietà comunale ma che non rientra tra quelle in manutenzione previste dall’appalto per il verde pubblico. E allora chi deve occuparsi di pulirla? Chi deve pensare alla rimozione dei rami secchi pericolanti? Chi deve occuparsi dello sfalcio dell’erba? Chi deve procedere a sopralluoghi per verificare lo stato di salute degli alberi? Noi cittadini? Noi residenti?”.
L’area in via Cava di Gorga
Una serie di domande alle quali, almeno per il momento, Scaccuto dice di non aver trovato risposta. E nel frattempo è arrivato anche il mancato risarcimento per l’auto distrutta.
“In base alle argomentazioni presenti nei documenti, dall’assicurazione non è arrivato alcun risarcimento – prosegue -. Non ci è stato dato alcun rimborso. L’assicurazione del comune, facente capo a una società londinese, extra Ue, ha preso subito la palla al balzo per non dare seguito al risarcimento. Mi chiedo come sia possibile”.
Scaccuto annuncia di voler andare avanti per fare chiarezza e ottenere il risarcimento dei danni. Ma la richiesta che rivolge pubblicamente al comune di Viterbo riguarda anche, e soprattutto, il futuro dell’area.
“Chiedo pubblicamente di sapere a chi compete la manutenzione e la messa in sicurezza, anche dal punto di vista igienico sanitario, di quell’area. Perché non può accadere che un luogo di proprietà comunale resti senza che sia chiaro chi debba occuparsene”.
La risposta, almeno stando alla documentazione finora prodotta, resta da chiarire.
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