Tuscania – Riceviamo e pubblichiamo – La presenza eccessiva di piccioni è un bel problema per molte città italiane. Tuscania non fa eccezione. Anzi. La soluzione non è semplice, bisogna però ricercarla attraverso il confronto con gli esperti per mettere a punto un piano preciso di controllo e contenimento della proliferazione di questi uccelli. E, nel frattempo, vanno attuati una serie di interventi urgenti, come il lavaggio di vie e piazze con prodotti igienizzanti. Tutto ciò, non solo per garantire il decoro urbano, ma soprattutto per salvaguardare la salute dei cittadini.
Questo, in sintesi, il contenuto della lettera aperta inviata al sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci, dal Circolo del Pd di Tuscania, a firma della segretaria Daniela Venturi.
Il problema è evidente nell’intero territorio comunale, in particolare nel centro storico. I disagi sono tanti: “Strade sporche per la presenza di guano, danni ai monumenti e ai tetti delle abitazioni, un persistente e diffuso cattivo odore. Senza contare – scrive il PD – che, attraverso le scarpe, contaminiamo anche le nostre case”.
Il Pd invita a puntare l’attenzione sull’esigenza di tutelare l’igiene pubblica. Il guano, che si accumula nelle strade, sui cornicioni, sui davanzali, sui tetti, nei molteplici spazi dove i piccioni trovano riparo e appoggio indisturbati, è veicolo di batteri, parassiti, funghi. Inalare la polvere degli escrementi o venirne a contatto, può causare infezioni respiratorie e non solo.
Consapevole della complessità del problema, il circolo del Pd avanza alcune proposte. “Le cause di una presenza così preoccupante sono diverse e diverse sono le azioni che possono essere messe in atto, anche guardando alle iniziative realizzate da alcuni Comuni. Uno degli interventi possibili e necessari sarebbe il lavaggio delle strade, da effettuare in modo ricorrente, con prodotti igienizzanti: tenere pulite vie e piazze dai rifiuti riduce la possibilità, per i piccioni, di trovare cibo facilmente”.
“Possono poi essere valutate altre iniziative per attenuarne la presenza: per esempio, l’installazione di dissuasori fisici (come le punte antiappoggio in luoghi sensibili) e sonori; la chiusura di siti di nidificazione e ricovero in edifici pubblici e privati (si pensi al Vescovado e al complesso di Sant’Agostino); la sensibilizzazione dei proprietari delle case disabitate riguardo alla cura degli spazi esterni”, è il parere del Pd, che insiste comunque sull’importanza che “il Comune si confronti con chi ha le giuste competenze, per poter disporre un piano di interventi mirato alla riduzione delle colonie di piccioni”.
Circolo Pd Tuscania
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