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Viterbo – L’invito di Sergio Pomponio per assistere al trasporto della macchina

Sarò ospite della prefettura il 3 settembre per Santa Rosa, mi sento anch’io un po’ facchino…

di Italo Leali
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Ronciglione - Il prefetto Sergio Pomponio in visita da Italo Leali

Ronciglione – Il prefetto Sergio Pomponio in visita da Italo Leali

Viterbo – Tra i tanti e inaspettati doni che questa mia nuova vita ha saputo riservarmi, uno dei più preziosi e autentici è senza dubbio l’amicizia con Sergio Pomponio, il prefetto di Viterbo. Chi mi conosce bene sa quanto poco valore io attribuisca ai titoli istituzionali o all’importanza dei ruoli formali. Ciò che davvero mi ha conquistato è la straordinaria bellezza della sua anima, unita a una cultura profonda e a una sensibilità rara.

Fin dal primo istante è scattata tra noi una naturale sintonia, un’empatia genuina che si è trasformata rapidamente in un legame sincero. Le sue visite a casa mia, nei ritagli di tempo sottratti con fatica ai suoi innumerevoli impegni, sono diventate momenti di pura gioia, spensieratezza e ristoro, arricchiti sempre dal suo spirito arguto e da un’ironia mai banale.

L’altro giorno, passando a trovarmi, mi ha fatto una sorpresa che mi ha toccato il cuore: mi ha consegnato l’invito ufficiale in prefettura per assistere al trasporto della macchina di Santa Rosa. Non si è trattato di un semplice gesto formale, ma di un pensiero curato nei minimi dettagli. Sergio si è ricordato che il 4 settembre ricorre il mio compleanno e ha organizzato ogni cosa affinché, allo scoccare della mezzanotte, potessimo brindare insieme a questo traguardo.

Un’attenzione così profonda mi ha commosso fino alle lacrime, poiché vedere un uomo gravato da responsabilità imponenti – specialmente nei giorni frenetici che precedono la festività più importante della città – trovare il tempo per dedicare un pensiero così affettuoso a un amico è qualcosa di inestimabile.

Poter assistere a questo evento fondamentale era un desiderio che custodivo dentro con immensa trepidazione. La malattia che mi accompagna non mi permette di fare previsioni su quanti compleanni mi restino ancora da festeggiare, ed è anche per questo che essere lì presente assume per me un significato fondamentale.

Oltre a essere nato nel giorno dedicato a Santa Rosa, nutro verso questa tradizione un legame viscerale: senza offesa per Massimo Mecarini o per il grande Sodalizio, nell’intimo mi sento anch’io un po’ facchino. Ogni singolo giorno della mia esistenza mi trovo a caricare sulle spalle un fardello pesante e lo faccio sostenuto da una fede incrollabile nell’umanità e nella vita.

Nessuno più di un facchino può incarnare ed esprimere con tanta verità la condizione di un malato di Sla e la mole del peso che si trova a dover sopportare lungo il cammino. Proprio come avviene sotto il traliccio della macchina, se non si è profondamente e visceralmente “tutti di un sentimento” con la propria famiglia e con chi ci ama, diventa impossibile percorrere questo duro tragitto esistenziale senza cedere.

Per tutto questo desidero esprimerti il mio grazie più profondo, Sergio. Grazie al tuo affetto e alla tua generosità, giovedì sarò lì con il cuore e con la mente, idealmente stretto spalla a spalla con tutti i facchini, pronto a sostenere e spingere verso il cielo la nostra amata Rosina.

Italo Leali


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2 settembre, 2026

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