Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta i giovani preferiscono fare i bulli con armi bianche all’interno di un pubblico esercizio peraltro privo di qualsiasi autorizzazione inerente al ballo.
Luca Talucci
Ci sono due temi da analizzare. Il primo è un coltello in mano ad un giovane che ne ferisce un altro. Il secondo un’attività che sui social fa pubblicità in un paese, in una valle ove la musica si sente a distanza e che, ignara di tutto, fa attività senza nessuna autorizzazione. Ricordo che, oltre ai piani di sicurezza, alle autorizzazioni sanitarie e non, all’impatto acustico, alle uscite di emergenza e tanto altro ancora all’interno dei locali autorizzati a svolgere pubblico spettacolo vige la normativa del presidio di personale addetto alla sicurezza, compreso antincendio.
Se ci fosse stato, al primo campanello d’allarme forse si sarebbe evitato l’accaduto. Mi dispiace che dopo la tragedia svoltasi in Svizzera ci siano ancora furbetti che ignari di tutto facciano attività di pubblico spettacolo non autorizzati. Noi come SILB FIPE, sindacato italiano locali da ballo, spesso segnaliamo alcune attività ma il risultato è nullo, mentre però si prendono provvedimenti nelle attività autorizzate con chiusure previo articolo 100.
Un dj
Infine se andiamo fino in fondo, c’è anche la parte amministrativa dell’evasione diretta della SIAE . Questi fenomeni non mettiamoli sullo stesso piatto della bilancia: la discoteca è la discoteca, l’abusivo è l’abusivo. Citare la parola discoteca a noi fa un danno d’immagine culturale e imprenditoriale.
Concludo con la parte ancora più dolente: un giovane che accoltella un altro giovane. Non mi piace fare la paternale o dare consigli, ma bisogna assolutamente che il genitore riprenda il proprio ruolo, è inconcepibile vedere 14, 15 16 enni in giro per la strada fino a tarda notte. Mi domando: non vi premono per nulla? Dormite tranquilli? Quando rientra il proprio figlio vi accertate in che condizioni sia? Domande frequenti, risposte ancora da capire o da ascoltare. A questo punto che senso ha aspettare il 18 anni di età per essere totalmente responsabili delle proprie azioni?
È una generazione che non genera assolutamente nulla, il loro pensiero è il telefono di ultima generazione, pensano solamente ai soldi, alla bella vita senza che nessuno gli spieghi la parola sacrificio, spetta alla politica? Alla famiglia? Alla scuola?
Bisogna fare veloci, perché i tempi si stanno accorciando e di gran lunga.
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