Viterbo – (sil.co.) – Stretta sulle “ricette facili”, La Asl di Viterbo chiede indietro 40mila euro a 14 medici di famiglia. Ammontano a oltre 40mila euro le somme che l’azienda sanitaria locale dovrà recuperare dai camici bianchi per il superamento dei tetti di spesa farmaceutica relativi al primo semestre del 2025.
Giro di vite sull’appropriatezza prescrittiva dei farmaci da parte della Asl di Viterbo, che ha disposto il recupero delle somme dovute al superamento dei tetti di spesa farmaceutica nei confronti di 14 medici di medicina generale operanti sul territorio.
La misura, relativa alle prescrizioni effettuate nel primo semestre del 2025, è scattata in applicazione della normativa regionale (DCA n. U00015/2020) ed è stata formulata al termine dei controlli condotti dalla Commissione appropriatezza prescrittiva interdistrettuale.
Nel mirino i farmaci iper-prescritti. I controlli si sono concentrati sulle prescrizioni di determinate categorie terapeutiche, tra cui Omega 3, inibitori di pompa protonica (Ippi in nota Aifa 1), cerotti a base di Lidocaina, Ranolazina e Colecalciferolo (Vit. D). Dall’analisi dei dati è emersa un’attività prescrittiva eccedente rispetto ai limiti e agli indicatori stabiliti dalle direttive della Regione Lazio per il contenimento della spesa farmaceutica convenzionata.
Le somme da restituire variano da medico a medico in base allo sforamento accertato. Il totale sfiora i 40.300 euro, con importi singoli che vanno da un minimo di circa mille euro fino a picchi compresi tra i 5mila e i 6.300 euro per i casi più rilevanti.
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