Viterbo – (sil.co.) – Malasanità, accordo bonario per chiudere una vertenza prima di approdare in tribunale, risparmiando su spese legali e perizie. La Asl di Viterbo ha formalizzato nei giorni scorsi la risoluzione stragiudiziale del sinistro n. 14/25, relativo a una richiesta di risarcimento danni per presunta “medical malpractice” presentata a inizio 2025.
La vicenda prende il via il 19 febbraio 2025 con la richiesta di risarcimento inoltrata all’azienda sanitaria viterbese.
A seguito delle verifiche interne condotte dal Comitato valutazione sinistri e dell’istruttoria medico-legale, la Asl aveva inizialmente stimato una proposta risarcitoria di 1.500 euro, autorizzata dalla direzione strategica.
La risposta della controparte non si è però fatta attendere: rifiutata la prima offerta, è arrivata una controproposta di chiusura della vertenza per un importo complessivo di 2.200 euro. Riesaminata la pratica nel mese di luglio, il Cvs ha ritenuto opportuno accogliere la richiesta del danneggiato.
La differenza economica, considerata contenuta, è stata valutata nettamente più conveniente rispetto ai rischi e ai costi certi dell’instaurazione di un giudizio civile (onorari legali, consulenze tecniche d’ufficio ed eventuali spese di soccombenza).
L’importo sarà integralmente a carico dell’azienda sanitaria: la polizza assicurativa aziendale contratta con il Gruppo Relyens prevede infatti una franchigia di 160mila euro per i casi di responsabilità medica, al di sotto della quale la copertura non interviene.
Come previsto dalle normative vigenti sulle gestioni dirette dei sinistri nella pubblica amministrazione, il provvedimento sarà trasmesso anche alla procura regionale della corte dei conti per i consueti controlli di rito.
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