Civita Castellana – Ci sono feste che appartengono al calendario e feste che appartengono a una città. Quella di San Marciano e Giovanni è una di queste. È il momento in cui Civita Castellana si ritrova, riscopre le proprie tradizioni e torna a vivere quella civitonicità fatta di appartenenza, memoria e voglia di stare insieme.
Dall’11 al 20 settembre, la città sarà protagonista di dieci giorni di iniziative che accompagneranno cittadini e visitatori tra celebrazioni religiose, cultura, musica, spettacolo, sport e momenti di aggregazione. Un programma che guarda alla festa come occasione per riportare le persone nel cuore della città e valorizzare quelle realtà che ogni giorno contribuiscono alla sua vita.
Il momento centrale sarà il 16 settembre, giorno dedicato a San Marciano e Giovanni. È qui che la festa torna alla sua dimensione più autentica, quella della fede e della devozione, con le celebrazioni religiose e la tradizionale processione. Un appuntamento che conserva intatto il suo valore per generazioni di civitonici e che rappresenta uno dei momenti più sentiti dell’anno.
Poi ci sarà la fiera dei Santi Patroni, il 17 settembre, altra tappa immancabile di una ricorrenza che da sempre mescola sacro e popolare. Bancarelle, incontri e movimento riportano per un giorno la città a una dimensione antica, fatta di gente per strada e di appuntamenti che fanno parte della memoria collettiva.
Ma le feste di San Marciano e Giovanni non saranno soltanto tradizione religiosa. Per dieci giorni Civita Castellana sarà animata da un calendario di iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi e restituire centralità alle piazze e agli spazi cittadini.
Musica, teatro, arte, sport e appuntamenti per le famiglie accompagneranno la festa fino al 20 settembre. Tra gli eventi più attesi quello del 19 settembre in piazza Matteotti, con Oliviaxx e Beatles Story, una serata destinata a portare musica e pubblico nel cuore della città.
È proprio questa la sfida della festa 2026: non limitarsi a celebrare una ricorrenza, ma trasformarla in un’occasione per ritrovarsi come comunità.
Perché la civitonicità non è soltanto un modo per indicare chi è nato o vive a Civita Castellana. È un sentimento. È riconoscersi in una storia, in un territorio, nelle tradizioni tramandate dalle generazioni precedenti. È ritrovarsi nelle piazze, salutarsi per strada, condividere una serata e sentirsi parte dello stesso luogo.
E le feste di San Marciano e Giovanni, ancora una volta, possono diventare il momento in cui tutto questo prende forma. Dal sacro al popolare, dalla processione alla musica, dalla fiera agli appuntamenti nelle piazze: Civita Castellana torna a fare festa. Ma soprattutto torna a sentirsi Civita.
Giusi De Novara
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