Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo la giornata di ieri, è fin troppo facile dire: “L’avevamo detto”.
Il primo temporale successivo alla realizzazione della pista ciclabile ha creato un vero e proprio canale di scorrimento per l’acqua piovana, che ora defluisce tra il parapetto e i cordoli della pista stessa.
Come si evince dalla foto e dal video allegati, tutto questo ha reso impraticabile quello che ci permettiamo di definire un ridicolo tratto dedicato ai pedoni. Ha inoltre impedito l’attraversamento della pista ciclabile, considerata l’altezza raggiunta dall’acqua in deflusso, e ha persino inondato l’attività commerciale prospiciente.
Non occorrono competenze in ingegneria della viabilità per prevedere ciò che è accaduto. A preoccupare non è soltanto la realizzazione di un’opera dalla dubbia utilità e dall’evidente incongruenza estetica, né quello che riteniamo il totale menefreghismo con cui l’amministrazione ha affrontato e continua ad affrontare la questione. A sconcertare è, piuttosto, la palese incapacità di gestire appena 74 metri lineari di strada.
In più occasioni avevamo segnalato la presenza di tombini intasati, l’assoluta pericolosità dei cordoli, che di fatto fungono da argine per l’acqua piovana, gli evidenti errori tecnici nella realizzazione e la presenza di una grondaia che scarica l’acqua direttamente all’interno della pista ciclabile.
Se questa è la capacità di gestione su 74 metri, proiettandola sull’intera città, in quali risultati possiamo sperare?
Comitato via della Pila
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