Roma – Inps, dalle pensioni della scuola all’assegno unico: tutte le novità.
Una banca dati nazionale delle strutture convenzionate per il bonus nido, nuove indicazioni per il riconoscimento della prestazione previdenziale della malattia, i dati sull’assegno unico e universale e il bilancio della campagna pensionamenti 2026 del personale scolastico. Sono alcune delle novità comunicate dall’Inps.
Sul fronte del bonus nido, l’Istituto ha annunciato l’avvio della banca dati nazionale delle strutture convenzionate. Le amministrazioni locali sono chiamate ad alimentarla, secondo le procedure indicate nella circolare numero 93 del 9 settembre 2026, in collaborazione con le strutture dell’Inps.
L’Istituto utilizzerà la banca dati per realizzare una mappa geolocalizzata delle strutture, che sarà disponibile nelle prossime settimane sul portale della genitorialità, con l’obiettivo di offrire ai genitori uno strumento per orientarsi nella scelta della struttura.
Per quanto riguarda invece il personale scolastico, l’Inps comunica di aver definito circa 37mila domande di cessazione dal servizio nell’ambito della campagna pensionamenti 2026, pari al 97% del totale e nella maggior parte dei casi con esito positivo.
Il comparto scuola rappresenta circa un terzo dei dipendenti pubblici e, per le esigenze organizzative legate all’avvio dell’anno scolastico, le cessazioni dal servizio del personale docente e non docente sono concentrate al 31 agosto.
L’attività dell’Inps ha consentito al ministero dell’Istruzione e del Merito di completare nei tempi previsti le operazioni di mobilità e di immissione in ruolo necessarie per l’avvio del nuovo anno scolastico.
Sul fronte della liquidazione delle pensioni, a 31.870 lavoratrici e lavoratori della scuola, tra docenti e non docenti, è stato garantito il pagamento della pensione già nella mensilità di settembre, con accrediti effettuati l’1, il 7 e il 21 settembre, in continuità con l’ultimo stipendio percepito ad agosto. Il dato rappresenta quasi il 95% degli aventi diritto.
Come ha affermato il direttore della direzione centrale Pensioni Inps, Domenico De Fazio: “Si tratta di un risultato che testimonia l’efficacia del modello organizzativo sviluppato in sinergia con il Ministero e il forte impegno profuso dalle nostre strutture, in particolare, dalle sedi provinciali dell’Istituto, che si sono confermate determinanti per lo svolgimento di un’attività così importante al servizio del Paese e di un comparto nevralgico dell’ecosistema dello Stato sociale. Un ringraziamento va anche alle Istituzioni scolastiche e agli Uffici territoriali del Ministero, con cui la collaborazione si conferma un elemento imprescindibile per il raggiungimento di questi risultati”.
Tra le novità c’è poi quella relativa alla prestazione previdenziale della malattia. Con la circolare del 4 settembre 2026, numero 92, l’Inps ha introdotto nuove indicazioni per il riconoscimento della tutela.
Il principio generale resta quello secondo cui la malattia decorre dalla data di rilascio del certificato medico. Tuttavia, a partire dalla data di pubblicazione della circolare, la tutela previdenziale può essere riconosciuta anche per il giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato, quando il medico attesta che la malattia è iniziata il giorno prima della visita, sia ambulatoriale sia domiciliare.
Il riconoscimento del giorno precedente è possibile a condizione che il giorno considerato non coincida con una festività infrasettimanale e non cada di sabato o domenica. Restano inoltre fermi i limiti massimi di indennizzabilità previsti dalla normativa vigente.
“Questa novità, a lungo attesa dai lavoratori e dalle parti sociali, va nella direzione di una semplificazione sistemica che l’Istituto persegue con convinzione”, afferma Valeria Vittimberga, direttore generale dell’Inps. “Non si tratta solo di un aggiustamento tecnico-procedurale, ma di una risposta concreta alle trasformazioni che stanno attraversando l’assistenza territoriale nel nostro Paese. Riconoscere la tutela anche al giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato, quando le circostanze organizzative lo giustificano, significa mettere il lavoratore reale al centro delle nostre procedure, senza penalizzarlo per difficoltà che non dipendono dalla sua volontà. È la dimostrazione concreta di quella che amiamo definire una pubblica amministrazione amica: un’istituzione che non si limita ad applicare le regole, ma le adegua costantemente ai bisogni delle persone che rappresenta”.
Novità anche sul fronte dell’assegno unico e universale. Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati alle famiglie 11,6 miliardi di euro, che si aggiungono ai 19,8 miliardi del 2025.
Secondo l’aggiornamento dell’Osservatorio statistico sull’assegno unico e universale, relativo al periodo gennaio 2025-luglio 2026, nel 2026 sono stati 6.118.775 i nuclei familiari che hanno ricevuto la prestazione, per un totale di 9.652.838 figli.
L’importo medio per figlio a luglio 2026, comprese le maggiorazioni applicabili, è stato di 177 euro. Si va da circa 58 euro per chi non presenta l’Isee o supera la soglia massima, fissata per il 2026 a 46.582,71 euro, a 227 euro per la classe di Isee minima, pari a 17.468,51 euro.
L’Inps ha inoltre avviato una campagna informativa sull’assegno unico associato all’Isee corrente, prima dell’invio delle comunicazioni individuali agli utenti interessati.
Le verifiche riguardano le domande di assegno unico e universale relative al 2026 associate a una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) presentata per il rilascio di un’attestazione Isee corrente. Dall’analisi delle informazioni contenute nelle Dsu e dei dati disponibili negli archivi dell’Istituto sono emerse alcune posizioni caratterizzate da possibili omissioni o incongruenze dei redditi autodichiarati.
Nei prossimi giorni gli utenti interessati riceveranno una comunicazione dall’Inps. In attesa della regolarizzazione della posizione e del completamento dell’istruttoria, l’importo dell’assegno unico e universale potrà essere temporaneamente rideterminato secondo quanto previsto dalla normativa in assenza di un Isee valido, con possibili effetti sui pagamenti delle mensilità a partire da settembre 2026.
L’Inps precisa che l’individuazione di una posizione per gli approfondimenti non comporta automaticamente l’accertamento di un’indebita percezione. I destinatari potranno aggiornare o correggere le informazioni attraverso i servizi online dell’Istituto o rivolgendosi ai Caf. Potranno inoltre rivolgersi alle strutture territoriali competenti per fornire la documentazione necessaria a confermare la correttezza dei dati autocertificati nella Dsu.
Infine, l’Inps ha comunicato il rafforzamento della cooperazione con la Cassa nazionale di sicurezza sociale della Repubblica di Moldova (Cnas). Il rapporto, avviato con l’Accordo di sicurezza sociale del 2024 e pienamente operativo dal primo settembre 2025, punta anche sulla digitalizzazione dei servizi.
Nel corso dell’incontro istituzionale a Palazzo Wedekind, a Roma, i vertici dell’Inps e la delegazione moldava hanno fatto il punto sulla collaborazione e sui prossimi obiettivi. Tra gli strumenti già operativi c’è il sistema di scambio elettronico dei formulari previdenziali, mentre si lavora all’introduzione di flussi informativi strutturati relativi ai decessi dei pensionati residenti nei rispettivi territori.
L’obiettivo è consentire, in prospettiva, di superare i tradizionali controlli sull’esistenza in vita basati sull’invio di certificazioni da parte degli utenti e rendere più snelle le procedure. Nel corso dell’incontro è stata inoltre definita un’agenda per l’avvio di specifici tavoli tecnici operativi finalizzati a sviluppare le nuove soluzioni individuate.
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