Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La stagione del Pride è terminata e in autunno siamo in tempo di bilanci umani e sociali sulle conquiste libertarie portate avanti dall’onda arcobaleno.
A Viterbo senz’altro il Tusciapride ha portato una grande rivoluzione su un terreno da tempo immemore oscurantista e il più delle volte ostile a tutti i tipi di diversità e di cambiamento.
Nel capoluogo della Tuscia si è alzata una voce collettiva fuori dal coro della maggioranza silenziosa ostile a ogni innovazione.
C’è ancora tanto da lavorare poiché vengono ancora vilipesi i diritti delle soggettività lgbt sia in ambito lavorativo sia sociale.
Saremo in una città sicura solo quando sarà possibile a una coppia omosessuale andare mano nella mano per il centro senza subire ingiurie e minacce.
Credere nel pride è sognare un mondo migliore fuori dalle convenzioni imposte dal binarismo di genere della società patriarcale.
Sostenere il pride anche ideologicamente vuol dire combattere Il mondo reazionario che tenta di emergere e che nella nostra provincia ha il terreno fertile di tendenze omotransfobiche fomentate dai venti dell’ultra destra.
Amare il Pride e’ combattere ogni giorno dell’anno per un mondo libero e inclusivo.
Emanuel Alison Flamini
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