Viterbo – E’ Filippo. Rossi di nome, nero di fatto.
Sarà che l’estate è finita, sarà che Alan l’altra sera è stato eliminato da X Factor, sarà che la nuova edizione di Amici di Maria De Filippi non inizierà prima di gennaio, sta di fatto che l’umore del presidente del consiglio comunale in questi giorni è pessimo, tanto da non andare più dicendo “Viva Viterbo”.
Ben altri sono i suoi pensieri, esternati su Facebook.
Nelle ultime ventiquattro ore, sul suo profilo c’è stata un’ampia produzione di post. Non proprio positivi, non proprio eleganti, non proprio lusinghieri per la città in cui vive, lavora, amministra ed è stato eletto.
Quando meno te lo aspetti, eccolo sentenziare: “Viterbo si merita di essere quello che è”. Non sembra proprio proprio un complimento verso la città e i viterbesi. Deve essere cominciata l’operazione simpatia in vista della convention del suo movimento a fine mese.
Difficile comprendere il perché di tanto astio. Leggendo un altro pensiero qualcosa s’intuisce: “Per investire in cultura e turismo – continua Rossi – bisogna spendere soldi. Altrimenti è solo retorica”.
In queste ore si discute delle Macchine di santa Rosa esposte a Natale nelle piazze e Viva Viterbo appoggia l’idea, partita dal suo assessore Giacomo Barelli.
Non sarà che il presidente del consiglio se l’è presa perché accanto a chi è favorevole all’iniziativa, altre persone sono di parere opposto, passando da chi è dubbioso per i costi, a chi la reputa una cretinata?
Difficile crederlo. Alla discussione si preferisce una valanga d’insulti per seppellire chi non la pensa come il saggio Rossi:“Sono dei poveracci e dei provinciali”. Qualcuno se ne farà una ragione. Ma chi?
“Viva Viterbo sta combattendo per le cose promesse in campagna elettorale – dice Rossi in un altro post – tutto qui. La cosa più semplice del mondo. E chi non capisce o è un idiota o è in malafede”.
Quindi o adotti il vivaviterbo pensiero o sei un idiota o sei in malafede.
Considerando che alle comunali il movimento di Rossi ha preso il 12% circa delle preferenze, il rimanente 88% degli elettori viterbesi si divide tra chi è idiota e chi in malafede. Al momento non si conoscono esattamente le percentuali dei due gruppi. Siamo in attesa di maggiori dettagli.
In un altro post, Rossi rafforza il concetto: “Il mix tra malafede e idiozia è davvero pericoloso“. Ve bene, pericoloso, ma per chi? Se c’è un pericolo, ci avverta.
E poi: “Piccoli uomini applicati al piccolo cabotaggio”. Chi sono questi uomini? Si riferisce all’altezza o alla statura morale?
La comunicazione difetta. Meglio così. Già sul generico, lo spettacolo offerto è deprimente. Un presidente del consiglio comunale che usa la vetrina di Facebook per sparlare dei suoi concittadini non s’era mai visto.
E francamente non se ne sentiva la mancanza. Un po’ da poveracci e un po’ da provinciali…
Giuseppe Ferlicca
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