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Orte - Intervista a Daniele Proietti dopo le dimissioni dal direttivo di Fratelli d'Italia: "Il circolo locale non è stato in grado di ricompattare il centrodestra"

“Non vogliamo aderire a un progetto politico che è già stato un flop”

di Alessandro Castellani
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Daniele Proietti

Daniele Proietti

Orte – Daniele Proietti, il giorno dopo la sua uscita dal direttivo di Fratelli d’Italia Orte, spiega le ragioni del gesto: “Le dimissioni sono una conseguenza inevitabile delle azioni intraprese dal partito, sia nella forma che nella sostanza. Hanno deciso di proporre un progetto politico che è già stato un flop”.

Proietti è consigliere comunale di Orizzonte comune, ma anche (fino a due giorni fa) membro del direttivo di Fratelli d’Italia. La persona che, secondo molti, poteva incarnare meglio di tutte le due anime del centrodestra ortano, da riunire dopo la caduta della giunta Giuliani del 2021.

Proietti, da pontiere si ritrova fuoriuscito. Cos’è successo?
“Io e gli altri membri del direttivo dimissionari abbiamo appreso tramite social il fatto che il partito ha ufficializzato l’inizio di un percorso politico che lo porterà alle prossime elezioni comunali. Non c’è stato un confronto interno prima di arrivare all’annuncio e credo che, di fronte a questo, non si poteva fare altro che dimettersi”.

Ma non può essere solo un problema di forma.
“No, certo. Il direttivo di Fratelli d’Italia che si costituì dopo il congresso unitario dell’anno scorso aveva l’obiettivo di ricompattare due realtà politiche che a Orte avevano sempre rappresentato un’anima sola. Si era dato a Fratelli d’Italia, in qualità di partito di riferimento su scala nazionale, il ruolo di traghettatore delle operazioni. Invece, anziché creare una grande forza politica unita, ci siamo trovati a subire una scelta unilaterale che propone una riedizione del progetto delle scorse elezioni, già certificato come un flop”.

Chi ha preso questa “scelta unilaterale” di cui sta parlando?
“Di sicuro non noi che ci siamo dimessi. Non so dire come siano andate le cose, noi l’abbiamo scoperto come tutti gli altri, sui social. Di fronte a una decisione fondamentale come quella del progetto politico per le prossime elezioni, credo che fosse necessario un altro tipo di coinvolgimento”.

Lei rimane comunque un tesserato di Fratelli d’Italia?
“Nella lettera di dimissioni, abbiamo tutti specificato che rimaniamo convinti sostenitori del partito. Il problema è esclusivamente l’azione locale su Orte”.

Cosa bisognava fare secondo lei?
“Un partito che prende il 30% dei voti racchiude inevitabilmente una pluralità di visioni che possono anche essere contrastanti. Però la sfida era proprio questa: saper trovare la chiave per continuare a crescere, mantenendo insieme i pezzi”.

C’è stato un gioco di veti ad personam?
“Non mi risulta. Almeno non per quanto mi riguarda”.

Lei era dato da molti come il candidato sindaco naturale della nuova coalizione di centrodestra. Sentiva questa responsabilità?
“So che la gente mi vedeva come uno dei papabili sindaci. In realtà, non si era mai parlato del ruolo che avrei ricoperto. Io mi sono speso per la nascita di questa grande realtà, perché ero e resto fermamente convinto che sarebbe stata la mossa politica con maggiori chance di vincere le elezioni. Mi sentivo responsabilizzato per quello”.

Quindi, adesso tutto è perduto per il centrodestra?
“Sicuramente una lista unitaria, coesa e compatta, sarebbe stata una forza difficilmente superabile alla prova elettorale. Però quello non è l’unico modo per vincere le elezioni”.

Qual è stato il momento che ha fatto saltare il banco?
“Non è mai facile rimettere insieme un’area politica così grande, lo sapevamo dall’inizio. Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere il risultato. Indagare sulle motivazioni rischia di scivolare nella banalità”.

Con Orizzonte comune il rapporto è stato recuperato? Dopo la sua elezione nel direttivo di Fratelli d’Italia, sembrava che lei fosse ai saluti col gruppo di Giuliani.
“Non c’era niente da recuperare. Io sono stato eletto con Orizzonte comune e non ho mai cambiato posizione. Anche all’ultimo consiglio comunale ho rappresentato il gruppo da solo, vista l’assenza di Giuliani, e ho preparato la seduta insieme a lui”.

Dimissioni irrevocabili significa che, anche se si dovesse trovare una soluzione per la grande coalizione, lei non rientrerebbe?
“Le dimissioni sono figlie dello stato attuale delle cose. Io continuo a sperare che in qualche modo si riesca a fare un passo indietro e trovare una quadra, anche dopo tutto quello che è successo”.

Altrimenti?
“Altrimenti, per me non cambierà niente. Continuerò il mio impegno come consigliere di minoranza in seno a Orizzonte comune fino alla fine del mandato. Sono contento per le tantissime telefonate di solidarietà che ho ricevuto dopo la notizia delle dimissioni, che mi spronano ad andare avanti con ancora più convinzione”.

Alessandro Castellani


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2 ottobre, 2026

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