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Intrattenimento - Venerdì 9 ottobre al Bistrot del teatro San Leonardo il pianista e compositore presenta il nuovo album strumentale: undici brani tra Tolkien, Schubert, Schumann e la canzone italiana

Arturo Stàlteri porta a Viterbo il suo “Celestial”, viaggio tra cielo, musica e immaginazione

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Viterbo – Il cielo come colore, ma anche come luogo dell’immaginazione, dimensione sospesa, luminosa e quasi paradisiaca. È attorno a questa suggestione che Arturo Stàlteri costruisce ‘Celestial’ (Saifam), il nuovo album strumentale che verrà presentato dal vivo venerdì 9 ottobre al Bistrot del teatro San Leonardo, a Viterbo (via Cavour, 9), in concerto. L’appuntamento è per le ore 19.

Arturo Stàlteri

Arturo Stàlteri


Undici brani, nove completamente inediti, nei quali il pianista romano attraversa gli orizzonti di Tolkien, incontra Schubert e Schumann e approda alla canzone italiana con una rilettura di ‘Azzurro’ di Paolo Conte, pensata guardando ad Adriano Celentano, e con una composizione ispirata al celebre ‘Saint-Tropez Twist’ di Peppino di Capri.

Un itinerario intimo ed evocativo che unisce atmosfere rarefatte, paesaggi sonori, letteratura, memoria e storia della musica, con il “celeste” come filo capace di legare mondi e suggestioni differenti.

‘Celestial’ arriva dopo ‘Dodecagon’ (2023), nel quale il musicista aveva reinterpretato dodici composizioni di Philip Glass, con l’approvazione dello stesso compositore statunitense e la pubblicazione per la sua etichetta Orange Mountain Music, e ‘The Snow is Dancing’ (2024), dedicato alla magia dell’inverno.

È lo stesso Stàlteri a guidarci all’interno di ciascun brano. Ad aprire il percorso è ‘Blue Sky Over The Shire’, che riconduce a una delle passioni che da sempre attraversano l’immaginario musicale del pianista romano: “È l’immancabile omaggio a ‘Il Signore degli Anelli’ di J.R.R. Tolkien”, racconta.

Segue ‘Blue Thoughts’, titolo che potrebbe evocare una tonalità malinconica, ma che per Stàlteri assume un significato diverso: “Non si tratta di pensieri tristi. In questo caso il termine ‘blue’ va interpretato realmente come ‘celeste’”.

Letteratura e musica tornano a intrecciarsi in ‘Il Bar Celestiale’, ispirato all’omonimo libro di Tom Youngholm: “Il brano è diviso in due parti. Nella prima interviene Claudio Vitelli al basso elettrico; la seconda prende spunto dalla ‘follia’, una struttura musicale di origine portoghese basata su un tema e variazioni”. La presenza di Vitelli porta con sé anche una storia personale. Il bassista aveva infatti condiviso con Stàlteri l’esperienza de La Terza Vita, gruppo nel quale il pianista militò prima dei Pierrot Lunaire: “Ci siamo rincontrati dopo cinquant’anni, durante una cena. Oggi Claudio fa l’avvocato, ma continua a suonare. Non ho resistito e l’ho invitato a partecipare in due momenti del disco”, racconta Stàlteri.

Con ‘The Winter Blue Sea’ il musicista guarda invece al proprio passato compositivo: “Il brano recupera in gran parte un tema per violino e pianoforte dal titolo ‘Inverno’, scritto nel 2016 e contenuto nell’album ‘Preludes”.

Da una memoria musicale si passa poi allo stupore per ciò che sovrasta l’uomo. ‘Celestial Vault’ nasce infatti, nelle parole di Stàlteri, dal “mistero e dalla meraviglia della volta celeste”.

Nel viaggio di ‘Celestial’ trova spazio anche uno dei classici della canzone italiana: ‘Azzurro’, proposto in una versione per pianoforte e sintetizzatore: “È una rilettura del brano di Paolo Conte pensando ad Adriano Celentano”, spiega. La composizione rappresenta una particolarità del progetto perché compare esclusivamente nella versione in CD.

Il percorso prosegue con ‘The Celestial Birds of Shangri-La’, nel quale convivono suggestioni letterarie e riferimenti alla musica romantica: “Il brano è ispirato a ‘Orizzonte perduto’ di James Hilton e, nello stesso tempo, rappresenta una riflessione su ‘L’uccello Profeta’ di Schumann, dalle Waldszenen”. Ancora una volta il “celeste” diventa così un territorio nel quale mondi diversi possono incontrarsi.

Più intima la suggestione alla base di ‘La Fille aux Yeux Bleus de Rêve’. Stàlteri la descrive con un’immagine: “Perdersi nello sguardo di una fanciulla dagli occhi blu-sogno”. Una scena racchiusa in poche parole, che diventa materia musicale e si inserisce nella dimensione sospesa dell’intero album.

La tradizione classica entra in primo piano con ‘Fantasia su un tema di F. Schubert (Rondò Celestiale)’: “È un’improvvisazione che prende le mosse dal movimento finale della Sonata per pianoforte D.959 di Franz Schubert ”, spiega il musicista. Un riferimento che si lega naturalmente al percorso di Stàlteri, interprete nel corso della sua carriera anche di pagine di Bach, Schubert e Chopin. Nel film ‘Grande, Grosso e Verdone’ ha eseguito proprio musiche di questi autori.

Claudio Vitelli torna al basso elettrico in ‘Saint-Tropez, Côte d’Azur’, un brano che guarda questa volta alla musica italiana: “L’ispirazione arriva dal celebre ‘Saint-Tropez Twist’ di Peppino di Capri”, racconta Stàlteri.

A chiudere l’album è ‘Celestial Awakening’. Poche parole per descriverlo, quasi a non voler interrompere il percorso costruito fino a quel momento: “È il ‘risveglio’…”.

Un risveglio che arriva dopo un viaggio attraverso cieli reali e immaginari, Tolkien e Hilton, Schumann e Schubert, Paolo Conte e Peppino di Capri, ricordi personali e incontri ritrovati. ‘Celestial’ raccoglie così mondi diversi nell’universo pianistico di Arturo Stàlteri, con il “celeste” come filo che unisce colore, sogno, memoria e musica.

“Non vedo l’ora di portare ‘Celestial’ dal disco al palco”, racconta Stàlteri. “Sono brani nati come piccoli spazi dell’immaginazione, cieli interiori nei quali perdersi e ritrovarsi. Dal vivo spero possano acquistare una luce diversa, più fragile e più intensa, perché ogni concerto cambia il respiro della musica e la relazione con chi ascolta”. Il primo appuntamento sarà domenica 4 ottobre a Casa Menotti, a Spoleto, con un doppio concerto, occasione nella quale Stàlteri presenterà dal vivo il nuovo lavoro. “‘Celestial’ per me è un viaggio verso qualcosa che non si può afferrare del tutto: lo stupore del firmamento, un ricordo, una pagina letta molti anni fa, una melodia che ritorna. Portarlo in concerto significa condividere quel viaggio e lasciare che, per una sera, ciascuno possa trovare il proprio cielo”.

Arturo Stàlteri
Pianista, compositore e conduttore di trasmissioni musicali per Radio Rai, Arturo Stàlteri ha iniziato a farsi conoscere con i Pierrot Lunaire, tra i nomi storici del rock progressivo italiano degli anni Settanta. Nel corso della carriera ha collaborato, tra gli altri, con Rino Gaetano, del quale è stato tastierista negli album ‘Mio fratello è figlio unico’ e ‘Aida’: sua anche l’introduzione di ‘Ma il cielo è sempre più blu’. Per Carlo Verdone ha composto musiche per ‘L’amore è eterno finché dura’.

Il concerto inizierà alle ore 19. Per info: 366.8782880 – 320.6159817; info@teatrosanleonardo.it

Vincenzo Scarpa
Daniele Mignardi Promopressagency


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5 ottobre, 2026

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