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Graffignano - Carabinieri forestali - L'indagato dovrà provvedere, a proprie spese, alla completa rimozione e al corretto smaltimento

Abbandono incontrollato di rifiuti in un terreno, denunciato imprenditore edile

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Graffignano - Carabinieri forestali - Rifiuti abbandonati

Graffignano – Carabinieri forestali – Rifiuti abbandonati

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Graffignano – Carabinieri forestali – Rifiuti abbandonati

Graffignano - Carabinieri forestali - Rifiuti abbandonati

Graffignano – Carabinieri forestali – Rifiuti abbandonati

Graffignano – Abbandono di rifiuti incontrollato in un terreno, denunciato imprenditore edile.

“Militari del nucleo carabinieri forestale di Montefiascone – si legge in una nota dell’Arma – hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria di Viterbo un imprenditore edile, ritenuto responsabile dell’abbandono e del deposito incontrollato di rifiuti derivanti dalla propria attività artigianale su un terreno privato.

L’operazione è scaturita dal costante monitoraggio del territorio svolto dai carabinieri forestali della provincia di Viterbo, che avevano individuato un fondo recintato con un probabile accumulo improprio di materiali e rifiuti.

Le successive indagini, svolte dai carabinieri forestali di Montefiascone, hanno consentito di risalire alla proprietà dell’area e di verificare come il fondo fosse nella diretta disponibilità dell’imprenditore.

Il sopralluogo urgente – prosegue la nota -, eseguito alla presenza dell’interessato, ha confermato la riconducibilità dei rifiuti all’attività di cantiere dell’uomo. I militari hanno quindi posto sotto sequestro due distinte porzioni di terreno, ciascuna di circa 100 m², sulle quali erano stati depositati in modo caotico circa 50 m³ complessivi di scarti edili, lasciati direttamente sul suolo nudo e in assenza di qualsiasi presidio di isolamento o contenimento ambientale.

Tra i rifiuti rinvenuti, risultati non pericolosi, figurano scarti lignei di carpenteria, pallet deteriorati e frammentati, macerie e calcinacci da demolizione, pannelli coibentanti e isolanti, imballaggi in plastica, laterizi, manufatti prefabbricati vari e rottami metallici ferrosi e non ferrosi.

L’accumulo incontrollato di rifiuti edili sul suolo nudo comporta impatti significativi per l’ecosistema locale. L’assenza di impermeabilizzazione espone i materiali agli agenti atmosferici.

Le acque piovane, dilavando i rifiuti, possono veicolare verso il sottosuolo e le falde acquifere sostanze chimiche residue, leganti e microplastiche derivanti dal deterioramento di isolanti e imballaggi.

La presenza prolungata di volumi consistenti di macerie compatta e altera la struttura chimico-fisica del terreno, soffocando la microfauna e la vegetazione spontanea e compromettendo la naturale capacità di drenaggio del suolo, formando vere trappole che possono causare lesioni o morte di esemplari della fauna selvatica. Da non trascurare, infine, il rischio d’incendio e il degrado paesaggistico.

L’imprenditore – riporta la nota dell’Arma – è stato denunciato alla procura della repubblica di Viterbo per le contravvenzioni di abbandono e gestione illecita di rifiuti non pericolosi. In attuazione del D.Lgs. 68/2015 (che ha introdotto nel Codice dell’Ambiente la procedura di estinzione dei reati contravvenzionali), il procedimento penale è stato temporaneamente sospeso.

I carabinieri forestali, infatti, hanno notificato all’indagato specifiche prescrizioni operative: l’imprenditore dovrà provvedere, a proprie spese, alla completa rimozione dei rifiuti e al loro corretto smaltimento o avvio al recupero tramite filiere autorizzate, ripristinando lo stato originario dei luoghi e azzerando i rischi ambientali.

Solo a seguito dell’accertato ripristino e del pagamento di una pesante sanzione amministrativa, il reato potrà considerarsi estinto. Questa procedura garantisce che la priorità sia data all’eliminazione degli effetti dei reati ambientali meno gravi e alla concreta applicazione del principio comunitario “chi inquina paga”.

I militari dell’organizzazione forestale dell’Arma dei carabinieri invitano i cittadini a collaborare segnalando eventuali comportamenti illeciti tramite il numero unico di emergenza ambientale 112 o il numero gratuito di pubblica utilità ambientale 1515, contribuendo così alla tutela delle risorse ambientali e della salute pubblica, la cui tutela è affidata dalla Costituzione alla Repubblica, ossia a ogni cittadino, istituzione od organizzazione del consorzio civile.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 ottobre, 2026

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