Viterbo – (p.c.) – C’era un tempo in cui andare al cinema rappresentava molto più che assistere alla proiezione di un film. Era un appuntamento atteso, un’occasione per incontrarsi, emozionarsi, innamorarsi e trascorrere qualche ora lontano dalle preoccupazioni quotidiane. Un mondo fatto di grandi schermi, pellicole, locandine, biglietti d’ingresso e sale affollate, che oggi torna a vivere attraverso le pagine di un nuovo libro dedicato alla memoria cittadina.
Viterbo – L’ex Cinema nazionale in via della Rimessa
Mercoledì 4 novembre, alle ore 17,30, presso il Centro Culturale della Fondazione Carivit, in via Valle Faul a Viterbo, sarà presentato “Luci spente, cuori accesi. Vite, storie e memoria del Cinema Teatro Nazionale e della sua Arena”, il nuovo lavoro dello storico e ricercatore viterbese Silvio Cappelli.
Un viaggio a ritroso nel tempo che prende le mosse dal Cinema Teatro Nazionale di Via della Rimessa e dalla sua Arena estiva, per allargare lo sguardo alle altre sale che animavano la città, dal Genio al Corso, dal Lux al Metropolitan, all’Auditorium, al Cinema Teatro Unione e alle altre realtà cinematografiche che hanno accompagnato intere generazioni di viterbesi.
Silvio Cappelli
Il volume, frutto di una lunga ricerca tra documenti d’archivio, testimonianze e ricordi, non si limiterà a ricostruire la storia degli edifici e delle proiezioni, ma restituirà soprattutto la dimensione umana di quei luoghi: gli spettatori, i gestori, i lavoratori, le abitudini e i piccoli episodi di vita quotidiana che hanno contribuito a scrivere una pagina importante della storia sociale di Viterbo.
“Ho voluto raccontare un mondo che non esiste più, ma che continua a vivere nei ricordi di tante persone – racconta Silvio Cappelli – quando il cinema era una finestra spalancata sul mondo, un luogo dove si entrava con poche lire in tasca e si usciva con la fantasia piena di immagini e di sogni. Oggi, dopo tanti anni, mi piace pensare che questo libro possa riaccendere, almeno per qualche istante, quelle luci che si spegnevano in sala prima dell’inizio di ogni spettacolo. È un lavoro dedicato ai bambini di ieri, ma anche a quelli di domani, perché possano conoscere una Viterbo che non hanno vissuto”.
Registro programmazioni Cinema Nazionale anno 1956
Particolarmente significativo è il lavoro di ricostruzione della programmazione cinematografica dal 1949 al 1961, realizzato attraverso lo studio dei borderò SIAE e della documentazione originale dell’epoca.
Per la prima volta viene raccolto e ordinato sistematicamente l’elenco completo dei film proiettati al Cinema Nazionale e nella sua Arena, offrendo uno spaccato dei gusti del pubblico e dei cambiamenti culturali e sociali che attraversarono la città negli anni del dopoguerra.
Ma c’è anche un’interessante novità tecnologica. Attraverso un Qr code presente nel volume, i lettori potranno accedere a un archivio consultabile online e scoprire, giornata per giornata, non soltanto i titoli dei film, ma anche quelli dei cinegiornali, dei cortometraggi e dei documentari che li accompagnavano. Sarà inoltre possibile conoscere il prezzo dei biglietti, il numero degli spettatori suddivisi tra ingressi interi, ridotti e omaggi, e gli incassi lordi delle singole giornate.
Verbale di distruzione dei biglietti non utilizzati dell’Arena Nazionale
Una sorta di macchina del tempo digitale, capace di far rivivere, attraverso numeri e documenti, la quotidianità delle sale cinematografiche viterbesi di oltre settant’anni fa.
Il libro si presenterà in un grande formato di 22×30 centimetri, con 232 pagine, numerose fotografie a colori e in bianco e nero e una copertina plastificata lucida. Quest’ultima raffigurante l’antico ingresso del Cinema Nazionale in Via della Rimessa, ricostruito fedelmente con il supporto dell’intelligenza artificiale sulla base di elementi e testimonianze storiche reali.
L’opera sarà articolata in quattro sezioni: la storia del Cinema Teatro Nazionale, della sua Arena e delle altre sale cittadine; i ricordi legati al Nazionale; i «flash» storici, le curiosità e gli episodi di vita cinematografica; infine, i borderò Siae e la filmografia completa del periodo 1949-1961.
“Luci spente, cuori accesi” è dunque molto più di un libro sul cinema: è un racconto della Viterbo di ieri, delle sue trasformazioni e di quelle emozioni collettive che un tempo si vivevano davanti a un grande schermo.
La presentazione del 4 novembre, a ingresso libero, sarà un’occasione per ritrovare ricordi, condividere testimonianze e riscoprire un pezzo della storia cittadina che merita di essere conservato e tramandato alle nuove generazioni.
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