Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I recenti investimenti del comune di Viterbo nei servizi per l’infanzia rappresentano un segnale importante per le famiglie del territorio, ma non sono ancora sufficienti a rispondere a una domanda che continua a crescere. È quanto sottolinea la Cisl di Viterbo, che attraverso il coordinamento donne richiama l’attenzione sul legame sempre più evidente tra disponibilità di asili nido, occupazione femminile e sviluppo del territorio.
Negli ultimi mesi sono stati attivati nuovi posti negli asili nido comunali e sono stati stanziati contributi per sostenere le famiglie nella frequenza dei nidi privati accreditati. Misure positive che vanno nella direzione giusta e che testimoniano l’impegno delle istituzioni locali nel rafforzare i servizi dedicati alla prima infanzia.
Tuttavia, secondo la Cisl, permane un problema strutturale: l’offerta di servizi per i bambini da 0 a 3 anni resta inferiore al fabbisogno reale di molte famiglie della Tuscia. Una situazione che continua a penalizzare soprattutto le donne, spesso costrette a rinunciare a opportunità lavorative, a ridurre l’orario di lavoro o ad accettare impieghi meno qualificati per poterconciliare maternità e occupazione.
“I servizi per l’infanzia non possono essere considerati soltanto un sostegno alle famigli – evidenzia Daniela Bocci coordinatrice donne Cisl Viterbo – sono uno strumento fondamentale per garantire pari opportunità, autonomia economica e piena partecipazione delle donne al mercato del lavoro”.
Per questo la Cisl Viterbo propone l’avvio di un patto territoriale per l’infanzia, coinvolgendo amministrazioni locali, Asl, cooperative sociali, imprese e parti sociali. L’obiettivo è aumentare i posti disponibili nei nidi pubblici e convenzionati, incentivare la nascita di nidi aziendali, alleggerire il peso delle rette sulle famiglie e rafforzare la qualità educativa dei servizi, evidenzia la segretaria generale Elisa Durantini “prevedere servizi di supporto alla gestione familiare, come ad esempio persone che si occupano di andare a prendere i bambini presso gli istituti, le attività sportive o aiuto compiti quando i genitori sono al lavoro, oppure, centri che se ne facciano carico quando le scuole o gli altri servizi sono chiusi, e soprattutto con costi sostenibili”.
Investire nei nidi significa investire nel futuro della Tuscia. Ogni posto in più in un servizio per l’infanzia rappresenta una concreta opportunità per una donna di lavorare, formarsi e costruire il proprio percorso professionale. Per questo continueremo a portare il tema al centro del confronto istituzionale e sociale del territorio». Per la Cisl Viterbo, dunque, il rafforzamento dei servizi per l’infanzia non è soltanto una questione educativa, ma una verastrategia di sviluppo, capace di sostenere l’occupazione femminile, contrastare le disuguaglianze e rendere il territorio piùattrattivo e inclusivo.
Daniela Bocci
Coordinatrice donne e parità di genere Cisl Viterbo
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